Falcone e Borsellino, 2022: trenta anni di loro!

A Capaci e via d’Amelio era iniziata la stagione delle stragi

Falcone e Borsellino, 2022: trenta anni di loro! 

1992 è l’anno delle stragi di Cosa Nostra e della morte dei magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Un anno terribilmente drammatico e cruciale, che cambia per sempre la storia del nostro Paese. Quest’anno ricorrono trent’anni dagli ultimi mesi di vita dei due giudici palermitani. 

Sono passati trent’anni dal 1992, quando furono trucidati i magistrati Giovanni Falcone (con la moglie e tre uomini della scorta) e Paolo Borsellino (con cinque uomini della scorta) per opera di Cosa Nostra, la mafia siciliana che non perdonava loro quel capolavoro di architettura giudiziaria che era stato il Maxiprocesso di Palermo.

A Capaci e via d’Amelio era iniziata la stagione delle stragi ma anche della protesta popolare contro l’illegalità e la violenza mafiosa. 

Parliamo di fatti noti e meno noti, pubblici e intimi, come le stazioni di una via crucis, per raccontare fuori dalla cronaca e lontano dalla commiserazione, la forza di quegli uomini, la loro umanità, il loro senso profondo di attaccamento allo Stato. 

Ma anche l’allegria, l’ironia, la rabbia e, soprattutto, la solitudine a cui furono ingiustamente condannati. Sottolineo per l’occasione il forte diario civile di due uomini, non di due eroi. 

“In questo paese ricordare gli ammazzati è come andare a messa, una liturgia di verbi, di gesti recitati a memori e, invece, quei morti ci chiedono altro – diceva pochi giorni prima di essere ucciso Borsellino – essere ricordati per come vissero, non solo per come morirono”.


Gli obiettivi da perseguire a distanza di trenta anni sono sempre tre: sensibilizzare i cittadini, dai bambini agli adulti, sulla cultura della legalità vissuta come valore quotidiano; occuparsi della gestione corretta dei beni confiscati ai mafiosi della quale tanto si discute in questi ultimi tempi; fare memoria delle vittime innocenti delle mafie. 

Infine, ecco le parole illuminanti di Giovanni Falcone: “La mafia non è affatto invincibile, è un fatto umano, e come tutti i fatti umani ha un inizio, e avrà anche una fine. Piuttosto bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave e che si può vincere non pretendendo eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni”.

Nicola Campoli

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