UCRAINA, TUTTO CUORE E GEOPOLITICA, BENE L’ AUSTRIA, FRANCIA E OLANDA QUASI AGLI OTTAVI

di Marco Toccafondi Barni

Slovacchia – Ucraina 1 – 2

– E’ una partita dal doppio volto, che finisce per mescolare il girone E. Il primo tempo è di marca decisamente slovacca, la squadra guidata dal calabrese ed ex Napoli Francesco Calzona, infatti, termina i primi 45 minuti in vantaggio grazie al gol del solito Ivan Schranz, ancora a segno dopo il gol all’ esordio. Il tecnico calabrese mette bene in campo la sua squadra, davvero solida ed efficace per tutta la prima frazione di gioco. Chiusa meritatamente in vantaggio.

Ma è un’ impressione, perché nella ripresa, piano piano, l’ Ucraina si ricorda che non puo’ non fare la storia di questo Europeo, in patria c’è chi muore per l’ Europa e allora la ribalta: dapprima Shaparenko, lasciato solo in area di rigore slovacca per un’ applicazione troppo rigida della marcature a zona e poi, sulle ali di un entusiasmo facile da capire per una nazione che vive quel che sta vivendo l’ Ucraina da oltre due anni, prova a vincerla. E ci riesce, infine: a 10 minuti esatti dalla fine va in gol Roman Yaremchuk, entrato da pochi minuti, raccoglie un lancio lungo dell’ autore del pareggio e supera astutamente e un po’ fortunatamente Dubravka in uscita. La Slovacchia è bagnata e sfortunata, sotto il cielo cupo di Dusseldorf, però prova a reagire, del resto un pareggio sarebbe oro vista la classifica, ma il match della storia finisce così: vince l’ Ucraina. Resta dentro l’ Europeo e resta nella storia.

Polonia – Austria 1 – 3

– Sotto il cielo di Berlino va in onda uno spettacolo da dentro o fuori: è Polonia contro Austria. E alla fine, meritatamente, la spuntano gli austriaci, che partono meglio nel primo tempo, non a caso dopo appena 9 minuti sono già avanti. La sblocca Trauner con un gran bel colpo di testa, un’ incornata che lascia di stucco il portiere juventino Szczesny. Un bel gol  da parte del difensore del Feyenoord. Tuttavia, come detto, è dentro o fuori, le due squadre che giocano bene, senza demeriti all’ esordio contro le ben più quotate rivali nel girone Francia e Olanda, tuttavia in un torneo come gli Europei servono punti e servono subito. Allora ci pensa il pistolero, Piatek, una vecchia conoscenza per il calcio italiano, avendo stupito dapprima a Genova e poi deluso a Milano sponda rossonera e a Firenze. Alla mezz’ora la riprende lui, con un classico gol dei suoi: di rapina. E la pistola fuma ancora.

Ma non basterà il pistolero, perché l’Austria è più squadra e forse persino più in forma, grazie a un’ aggressività notevole e ad un ottimo possesso palla dilaga: dapprima è Baumgartner a portare nuovamente avanti gli austriaci e poi c’è Juve – Inter dal dischetto. E’ Arnautovic che si incarica di battere un penalty che fa tanto derby d’ Italia: Szczesny è spiazzato. E’ il definitivo 3 a 1, neanche l’ ingresso in campo del mito Lewandowski cambia un esito in fondo corretto. La Polonia, a parte di un improbabile miracolo contro la Francia, pur con tutti gli onori del caso, torna a Varsavia. Per l’ Austria invece si prospetta un gran bell’ Europeo. Va detto, meritato.

Olanda – Francia 0 – 0

– Forse non è un caso che il primo 0 – 0 di questo torneo arriva proprio quando il tormentone di giornata si svela in campo: Mbappé non gioca. E’ sì in campo, in panchina e resterà in tuta fino al 90°.

La partita comunque inizia con ritmi altissimi, forsennati in verità, un’ occasione per parte: dapprima mette la quarta Frimpong e solo un super Mike Maignan evita un istantaneo vantaggio per gli “Orange”. Rispondono immediatamente i “galletti”, è bravo l’estremo difensore olandese nel deviare un gran tiro di Griezmann. Ma proprio la coppia formata dal piccolo diavolo e dallo juventino Rabiot, poco dopo, si mangia, uno dopo l’altro, un gol praticamente già fatto. Si resta sullo 0 a 0 e la prima frazione si chiude a reti bianche. La partita è bellissima, la Francia fa sì qualcosa in più, ma nella ripresa e per giunta nel miglior  momento della Francia sono gli olandesi a passare in vantaggio. E’ un’ illusione e basta. Dopo un’ azione piuttosto confusa c’è un gran tiro dalla distanza di Xavi Simons, che segna una rete importantissima. Purtroppo per gli olandesi Dumfries è in fuorigioco e disturba chiaramente la visuale a Maignan; dopo il VAR più lungo di questi Europei (incomprensibile, era evidente la posizione dell’ interista) si torna allora sullo 0 a 0. Finirà così, la Francia prova ad alzare il suo baricentro, osa di più, ma un Petit Diable in giornata no sbaglia altri gol clamorosi. Finisce pari, è il primo zero a zero, ora la qualificazione è alla portata per entrambe: Francia e Olanda quasi agli ottavi di finale. Come era lecito attendersi.

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