TURISMO CULTURALE COME RIMEDIO ALLO SPOPOLAMENTO

FRANCAVILLA M., APRE MUSEO A CIELO APERTO TURISMO CULTURALE COME RIMEDIO ALLO SPOPOLAMENTO FRANCAVILLA MARITTIMA, Un vero museo didattico a cielo aperto, da mettere al più presto in rete con le altre essenze archeologiche della zona per attrarre turismo culturale da spendere come sostegno all’economia per evitare lo spopolamento e quindi la desertificazione delle nostre contrade, in atto da tempo. Questa deve essere, secondo il professore Pino Altieri, presidente dell’associazione culturale Lagaria, la “mission” del Parco Archeologico “Timpone della Motta” inaugurato di recente a Francavilla Marittima dopo anni e anni di scavi e di ricerche. «L’apertura ufficiale del Parco Archeologico – ha dichiarato infatti Altieri – ha rappresentato il coronamento di un lungo percorso durato 23 anni: un percorso lungo e accidentato, costellato di difficoltà, di ansie, di emozioni e favorito dal contributo di tutti i sindaci che si sono susseguiti alla guida del comune, degli amministratori della C.M.A.J., della Sovrintendenza Regionale della Calabria e dei tantissimi ricercatori e studenti di tutta Europa che si sono cimentati nelle numerose campagne di scavi per portare alla luce e rendere fruibili i preziosi rinvenimenti archeologici. La sua inaugurazione deve essere però un punto d’arrivo ma anche di ripartenza in chiave economica. Altrimenti il Parco resterà un corpo estraneo alla comunità così come è stato per tutti i 3.000 anni in cui la terra ha gelosamente custodito nelle sue viscere quei tesori». E’ il suggerimento del professore Altieri che nel 1987 ha consentito la prima picconata agli scavi in qualità di presidente pro-tempore della C.M.A.J. E lo ha indirizzato alle istituzioni locali con l’intento di promuovere una sinergia virtuosa in grado di predisporre un percorso culturale costellato dai Beni Ambientali di cui è ricco il territorio su cui veicolare la domanda turistica. Francavilla, come è noto, dispone del sito archeologico di Macchiabate, costituito dai resti di una necropoli proto-storica, di un villaggio arcaico e di un grande tempio alla dea Atena. Un sito considerato dagli studiosi di grande valenza storica, coevo a Broglio di Trebisacce, a Torre del Mordillo di Spezzano Albanese ed a Cozzo Michelicchio di Corigliano, che ha ospitato, attorno all’età del Bronzo Medio, (VI/VII Secolo a.C.) gli Enotri, uno dei popoli italici primigeni da cui ha preso vita il popolo italico. Un popolo contadino, quello degli Enotri, ma colto e raffinato che ha intrattenuto rapporti commerciali e culturali paritari con la civiltà micenea e dato vita alla grande epopea magno-greca. Tutti questi siti proto-storici, secondo gli studiosi, avrebbero conosciuto la loro fine probabilmente per mano dell’antica e bellicosa Sibari e sono tutti da inserire e mettere in rete in un circuito didattico capace di attrarre turismo-scolastico durante l’anno e turismo-culturale durante il periodo estivo. “Immagino di vedere – ha detto Pino Altieri con una certa enfasi – carovane di studenti durante l’anno scolastico e di turisti durante l’estate, salire festanti attraverso la sentieristica del Parco Archeologico come avveniva un tempo allorquando i pagani-politeisti si recavano in devoto pellegrinaggio presso il grande tempio dedicato alla dea Atena che troneggiava sulla sommità di Timpone della Motta». – Pino La Rocca

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