Terravecchia: un Paese che rinasce?

Caro Mauro, Terravecchia . . . mi suscita sensazioni di natura fiabesca . . .

Caro Mauro,
confesso che Terravecchia, Comune che Tu amministri da dieci anni e per il quale concorri a ricoprire la carica di Primo cittadino per il prossimo quinquennio nelle elezioni amministrative del 10 giugno, mi ispira un piacevole sentimento di vicinanza e appartenenza, seppure lo conosco solo da poco tempo.

Lo stesso mi suscita, infatti, sensazioni di natura fiabesca che si infrangono di continuo sulla mia quotidianità fatta, ahimè, di continue corse, molte volte non comprendendo dove portano.

Certo il Paese dell’infinito alimenta un mio risaputo – confessato agli amici – grande debole per le piccole comunità, che poi in fondo compongono il più dei cinquanta per cento degli ottomila e più Comuni d’Italia. Che tengono per chi non lo sapesse unito lo Stivale dal Sud a Nord.

Amministrare un piccolo Comune, per quanto conosco le macchine comunali dei micro centri, a volte é paradossalmente più complicato di governare la nostra penisola.

Ti ritrovi molto spesso, e potrai di sicuro confermarmelo, a prendere da solo decisioni importanti non avendo nessuno con cui dialogare e condividere le scelte. Purtroppo sono certo é la Tua triste realtà come di tanti tuoi colleghi. Eppure sui piccoli Municipi andrebbe aperto una riflessione seria e propositiva.

Non c’è volta che vengo a Cariati, dall’inverno all’estate, che non salgo su a Terravecchia a scrutare spaccati di commovente bellezza paesaggistica e di anfratti del centro storico che mi stimolano inevitabilmente l’immaginazione portandomi con la mente ai tempi addietro.

Chi e cosa facevano in quel preciso luogo gli abitanti di un tempo passato. Un affascinante percorso che mi porta a fantasticare inevitabilmente con la mente.

Ho ascoltato la puntuale e interessante intervista che hai rilasciato al Direttore di cariatiNet.it. Dalle Tue parole ho percepito tanta passione e voglia di fare. Un esplosivo coraggio, che solo pochi hanno, di intraprendere una nuova consiliatura, ponendosi traguardi ambiziosi.

Hai fatto accenno alla nuova programmazione delle risorse comunitarie. All’obiettivo di intercettare tutte quelle progettualità che possono contribuire a ridare maggiori certezze ai terravecchiesi, e ai tanti che amano il Tuo Paese, in termini di più funzionali servizi, opportunità economiche, infrastrutture, etc.

Ti lancio un’idea da imbastire con calma e su cui puoi avviare un ragionamento con i vertici regionali, anche se a livello centrale qualcosa già inizia a muoversi con la Legge n.158 dello scorso 6 ottobre.

Forse ci avrai già pure pensato, ma non con buoni ritorni e di sicuro non per Tue mancanze. Premetto il mio é solo un contributo da comune cittadino che ama realtà quanto Terravecchia.

Perché non fare di Terravecchia un paese per un turismo di nicchia, lanciando un concorso internazionale per realizzare un albergo diffuso attraverso interventi integrati che prevedono il risanamento, la conservazione e il recupero del patrimonio edilizio?

Cui aggiungere, nell’ambito di un disegno condiviso, l’idea di mettere in vendita/affitto le case disabitate ad un euro? Richiamando in loco un pubblico di stranieri che ama rigenerarsi in contesti accoglienti, quanto i nostri piccoli Comuni.

Una sfida complicata che può anche solo far sognare, ma che punti a diventare una carta anti-spopolamento, unendo nel progetto – perché no – la vicina Cariati, altresì, seguendo una alleanza turistica: mare/collina.

Un’opportunità non di poco conto che va costruita nel tempo e con la passione che non Ti manca. Una passione che Ti porta a sacrificare ore di sonno, affetti, amicizie e che adesso é importane indirizzare lungo un progetto che lanci una speranza ai molti, che desiderano imbattersi in una Terravecchia più viva e costruttiva per un domani di cambiamento.

Nicola Campoli

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