TERRAVECCHIA. IL PAESE DELL’INFINITO.

realizzare quattro cartoline con spaccati simbolo di Terravecchia

Le piccole comunità hanno un grande fascino, dettato principalmente dagli accoglienti borghi e dalla vita che trascorre serena e tranquilla. Nutro per esse da sempre un piacevole e dolce debole. Mi piace familiarizzare con la gente che popola le micro realtà che stanno purtroppo scomparendo, vittime di un inarrestabile spopolamento.

Conoscere usi e costumi del passato, alla ricerca del cosiddetto “perduto”, permette di entrare nella memoria dei luoghi che resta un patrimonio inestimabile e indimenticabile del nostro Paese.

É il caso del Comune di Terravecchia. Piccola comunità collinare del basso ionio cosentino che sovrasta Cariati e che ho scoperto da un pò di anni.

Un Paese che non raggiunge 1000 abitanti

 e che è chiamato il “Paese dell’Infinito”. Un sillogismo che alimenta l’immaginazione. Genera curiosità e incuriosisce i tanti che hanno piacere di farsi cullare dalla pacatezza del luogo, che “taglia” letteralmente il reticolo di viuzze del piccolo borgo.

Mi sono imbattuto, navigando sul sito web dell’amministrazione comunale, nella nuova brochure turistica che è stata completata da poche settimane. Ricca di informazioni storico, artistiche e naturalistiche su Terravecchia che si aggiungono alla bellezza paesaggistica del luogo.

Terravecchia è un patrimonio di valori che va difeso e valorizzato. Bisogna avere la pazienza di provare e riprovare soluzioni, perché venga difesa come bene supremo e fatta conoscere a un pubblico sempre più ampio di estimatori.

Ho appreso che sono state realizzare quattro cartoline con spaccati simbolo di Terravecchia. Un progetto che darà i suoi risultati. Un vecchio rituale, quello delle cartoline, che va ripreso in un’epoca in cui la tecnologia ha fatto troppi passi in avanti, facendo perdere il gusto di alcune consuetudini positive del passato.

Mi viene un’idea. Nata scrivendo.

Gentile Sindaco, Carissimo Mauro, perché non scrivi al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella?

Un uomo del Sud Italia, particolarmente legato alle piccole comunità, per invitarlo a Terravecchia simbolo di un Mezzogiorno d’Italia che con grandi sacrifici prova a tenere testa a forti criticità, mai abbassando la guardia.

Sono certo che non mancherà di sostenere le “battaglie” positive che si portano avanti a tutela delle micro comunità. Del resto, il Capo dello Stato, nell’ultima Assembla nazionale dei piccoli Comuni d’Italia, ha testimoniato una sincera vicinanza a Voi Primi cittadini dei piccoli Municipi.

Potrebbe rappresentare per il Presidente Mattarella una concreta occasione per mostrarsi, ancora una volta, sensibile alle piccole municipalità. Un momento concreto per testimoniare e rinnovare l’impegno comune, di istituzioni e società civile, nella valorizzazione dello straordinario patrimonio umano, artistico e culturale del nostro Paese.

Non dimentichiamoci che la qualità della vita in contesti piccoli è migliore, i cittadini si conoscono e sono solidali gli uni con gli altri, si fa più volontariato e ci si sente più sicuri, si ha più fiducia, si custodiscono piccole preziose porzioni dello sterminato patrimonio culturale italiano.

Insomma, i Sindaci dei piccoli Comuni devono godere della collaborazione di tutte le istituzioni, devono essere liberati dagli eccessi burocratici che penalizzano particolarmente le amministrazioni che contano su meno dipendenti e meno risorse, e sostenuti nella necessaria attività di valorizzazione dei loro territori.

Provaci, Caro Mauro, conto sulla Tua passione e senso di apparenzenza. Confido nella sensibilità del Primo inquilino del Palazzo del Quirinale. Il resto poi si vedrà. E in ogni modo complimenti per la sfida che conduci da più di un decennio.

Nicola Campoli

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