SUCCESSO A BRUXELLES PER IL NUOVO LIBRO DI ASSUNTA SCORPINITI –

La Calabria fondata sul lavoro umano; quella della memoria legata con fili invisibili alla contemporaneità. La Calabria delle donne di mare. Questa Calabria la scrittrice Assunta Scorpiniti ha portato nel cuore dell’Europa, a Bruxelles, in un evento a lei dedicato dall’Istituto Italiano di Cultura, in occasione della presentazione dell’ultimo libro, intitolato “Sulle onde della luna. Donne di mare, storie di pesca”, pubblicato da Ferrari editore. L’evento, che ha avuto un grande successo, è stato realizzato in collaborazione con l’associazione Calabresi in Europa-Bruxelles, presieduta da Berenice Vilardo e formata da corregionali che lavorano nelle istituzioni comunitarie. Un pubblico numeroso è intervenuto nella sede di Rue de Livourne, 38, presso il Consolato generale d’Italia, riservando una calorosa accoglienza alla scrittrice calabrese di Cariati (CS), ritornata nella capitale europea, dove, nel 2007, aveva presentato il volume “Calabria altrove” (2005) e il suo studio sulle migrazioni. Tra le presenze illustri, Angelo Macchia, già Ambasciatore d’Italia a Bruxelles; il capo della Cancelleria consolare, Filomena Ciannella; Augusto Bonucci, Paolo Clarotti, Franco Cozzani, Direttori presso la Commissione Europea. Significativa la partecipazione di un gruppo di giovani laureati dei comuni cosentini della Valle Crati, vincitori di borse di studio finanziate dalla Commissione, che effettuano tirocini formativi presso le organizzazioni comunitarie di Bruxelles, nell’ambito del progetto B.R.I.D.G.E., promosso dall’Associazione “Missione Sviluppo”. I contenuti del libro “Sulle onde della luna”, pubblicato, con prefazione di Pasquino Crupi, in una prima edizione speciale di sette racconti e un testo teatrale, sono stati presentati dal direttore dell’Istituto italiano di Cultura, dott. Maurizio Dessalvi, nel corso di una conversazione con la scrittrice, interpellata sull’intenso lavoro dedicato alla sua terra (“un atto d’amore e una scelta d’impegno civile”) e sui temi prediletti della memoria, delle migrazioni, del dialogo interculturale, dell’identità femminile e mediterranea. Dessalvi, si è soffermato sul passaggio dalla ricerca antropologica alla narrazione delle storie, compiuto dall’autrice con l’intento “di ricostruire un mondo emblematico delle comunità affacciate sulle rive mediterranee”. Più in generale, ha spiegato, si è trattato di restituire “significato e nobiltà” alle società tradizionali (“il mare è quello del lavoro che accomuna i pescatori e, oggi, i migranti degli sbarchi”), ma anche “di raccontare il Sud attraverso storie vere, di uomini e, soprattutto di donne, che ho voluto incontrare”. Donne che, nel suggestivo triangolo donna-mare-luna, “esprimono la forza della vita”, e abitano un mondo ricostruito con le voci del mare raccolte dall’autrice; donne non più e non solo in attesa, ma, scrive nella prefazione Pasquino Crupi, al centro di una “rivoluzione letteraria” in quanto lavoratrici del mare, protagoniste di un’opera decisamente originale. Le loro storie, lette, in stralci, dalla stessa scrittrice, hanno incantato il pubblico, tra l’altro rappresentativo di varie regioni italiane, entusiasta del racconto, “spontaneo e appassionato”, di una Calabria diversa, da quella di solito presentata. “La presenza di Assunta Scorpiniti – ha commentato Berenice Vilardo – ci ha dato modo di celebrare la donna di Calabria nella sua interezza e nel patrimonio di sentimenti e valori che trasmette da generazioni”. Custodirne e valorizzarne la memoria, è, nell’intento della scrittrice, un modo di concedere quel “diritto all’universalità”, per il ruolo decisivo, anche se invisibile, che hanno avuto nei processi di cambiamento della società; preziosa, dunque, l’occasione di diffonderne la conoscenza nel contesto della capitale europea. La seconda parte dell’incontro è stata dedicata alla presentazione, da parte della scrittrice, di suggestive immagini della sua collezione antropologica sul tema “Donna in Calabria tra presente e memoria”, con le quali ha descritto il percorso che, nel tempo, ha condotto alla costruzione dell’identità femminile calabrese; un’identità che oggi, nel grande dibattito in atto nella nostra regione, assume, ha detto la scrittrice, i contorni di un impegno forte delle donne per la legalità e contro la cultura mafiosa, rivelato dalla campagna di sensibilizzazione “Tre foto e una mimosa” lanciata dal direttore del Quotidiano della Calabria, Matteo Cosenza, il quale ha proposto di dedicare la Giornata internazionale della donna a tre calabresi che si sono ribellate alle loro famiglie mafiose.

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