La processione si ferma simbolicamente sui binari

È stata una festa sobria, quella di domenica 25 novembre in onore del titolare della parrocchia, con il pensiero rivolto alle vittime della tragedia ferroviaria di Rossano, in cui hanno perso la vita sei giovani braccianti agricoli di nazionalità romena, e a tutte le vittime della strada. I fedeli, con la guida del parroco don Mosè Cariati, a conclusione del Triduo si sono stretti in preghiera attorno alla statua del Cristo Re per esprimere vicinanza e amicizia alla numerosa comunità della Romania presente nella cittadina e partecipe alle tante iniziative predisposte dalla parrocchia per loro, come i momenti di dialogo interreligioso e gli incontri organizzati dalla Caritas. Tanti di loro si rivolgono quotidianamente ai volontari per avere risposte ai bisogni più svariati, ma anche per essere semplicemente ascoltati o sostenuti nelle difficoltà legate all’integrazione o al lavoro; altri ancora usufruiscono dei servizi parrocchiali, come la mensa aperta per due giorni a settimana o il centro di solidarietà che distribuisce viveri e vestiario. Nella solennità di Cristo Re dell’Universo, che conclude l’anno liturgico e segna l’inizio dell’Avvento, l’imponente statua, alta due metri e illuminata da un diadema, dopo la messa del pomeriggio animata dal coro diretto da Pietro Maringolo e celebrata da don Mosè insieme con don Giuseppe Cersosimo, è stata portata in processione per la prima volta nella storia della parrocchia. Il sacro corteo si è snodato da via San Paolo a contrada Salerno, per raggiungere un tratto della statale 106 da dove, all’altezza della centralissima Piazza dei Cinquecento, ha attraversato il passaggio a livello. Qui il sacro corteo si è fermato sui binari per un momento di preghiera in ricordo di Georgel, Dimitru, Aurelian, Cristina, Marinela, Iolena, le vittime di sabato scorso dello scontro del treno contro l’auto sulla quale i sei operai viaggiavano, per proseguire poi alla volta della chiesa. La banda musicale “Città di Cariati” del maestro Antonio Cirigliano ha accompagnato la processione durante tutto il percorso. Al suo rientro, nel cortile si è tenuto un simpatico momento musicale curato dai giovani Sasà Arcudi, Giacomo e Rocco Aiello, Mauro Greco e, subito dopo, si è esibito il gruppo composto dal cantante Fortunato Russo, dal maestro Peppino Donnici, da Cesco Trento e dal batterista Maurizio Farao di Torretta di Crucoli, allietando la serata con un revival di canzoni dei più famosi cantautori italiani. Al momento musicale è stata abbinata una piccola sagra con degustazione della piadina romagnola, preparata e infornata al momento e in diverse varianti. Al termine don Mosè ha ringraziato il gruppo di artigiani San Giuseppe Operaio, nato all’interno della parrocchia, il collaboratore Dino Santoro e i volontari che hanno permesso la realizzazione della festa a costo zero e, infine, il server Peppino Graziani di Mirto che ha prestato il suo indispensabile supporto in maniera gratuita. “Nell’Anno della fede abbiamo voluto dare maggiore rilevanza a questa solennità – ha dichiarato don Mosè – affinché i credenti approfondiscano sempre più il fondamento della loro fede che è Gesù Cristo, sacerdote, re e profeta”. Una fede che verrà rinnovata anche dalle tante altre iniziative che, a partire dai prossimi mesi, serviranno a raggiungere un vasto numero di persone per portare loro la freschezza e l’attualità del messaggio cristiano.

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