ANTONIOTTI SINDACO,GLI AUGURI DI OTTO TORRI LO GIUDICE: ROSSANO UN LABORATORIO POLITICO IL PROBLEM SOLVING UNITÀ DI MISURA DEL GOVERNO

ANTONIOTTI SINDACO,GLI AUGURI DI OTTO TORRI LO GIUDICE: ROSSANO UN LABORATORIO POLITICO IL PROBLEM SOLVING UNITÀ DI MISURA DEL GOVERNO ROSSANO (Cs), Venerdì 20 Maggio 2011 – Amministrative 2011, vittoria al primo turno di Giuseppe ANTONIOTTI, eletto sindaco di Rossano. Il dato elettorale e la perfetta alternanza democratica, per Otto Torri sullo Jonio, fa di Rossano un laboratorio politico, un caso di studio per chi ha intenzione di fare politica. Il “problem solving” è diventata l’unità di misura del rossanese medio che – dice LO GIUDICE – anche se, su questioni di principio si sente “di sinistra”, nella scelta del governo locale, ormai, vota “di destra”, usando queste categorie concettuali, più all’europea che all’italiana. DICHIARAZIONE DEL PORTAVOCE – Avv. EDOARDO LO GIUDICE “Al neo sindaco di Rossano Giuseppe ANTONIOTTI, alla sua persona che ha raggiunto al primo turno il 63% dei voti ed alla coalizione che ne ha sostenuto la candidatura e che ha superato il 70%, esprimiamo le nostre felicitazioni per il notevole consenso riscosso, unitamente agli auguri di buon lavoro, in considerazione degli impegni gravosi che il governo di una Città grande, complessa ed importate come Rossano esige. Estendiamo, inoltre, gli auguri dell’associazione europea “Otto Torri sullo Jonio”, a tutti i neo consiglieri comunali della Città, di maggioranza e di minoranza, perché da parte di tutti possano giungere contributi concreti e tangibili allo sviluppo cittadino e territoriale. Allo stesso tempo, cogliamo l’occasione per condividere alcune riflessioni, sulle quali crediamo possa aprirsi un dibattito finalizzato soltanto a costruire. Il dato che emerge dalle amministrative 2011 a Rossano lascia, infatti, poco spazio ad interpretazioni, soprattutto se lo si confronta con il quadro storico degli ultimi anni. Al di là delle connotazioni politiche dello schieramento vincente rispetto a quelli risultati soccombenti, appare di tutta evidenza il prevalere di un approccio pragmatico alla politica ed al governo della cosa pubblica locale. A Rossano, forse più che in altre città del territorio, il meccanismo fisiologico e salutare dell’alternanza democratica è stato non soltanto perfettamente rispettato ma si è dimostrato determinante rispetto all’affermazione di una chiave di lettura e di preferenza per un modello istituzionale più funzionale e meno ideale, quanto meno percepito come tale. E quindi, volendo a tutti i costi inquadrare l’elezione a stragrande maggioranza di ANTONIOTTI in categorie politologiche europee, sicuramente più comprensibili, potremmo dire che l’opinione pubblica rossanese, nel suo complesso, confrontatasi ormai in più occasioni con progetti, metodi e visioni dell’azione pubblica, a partire dall’introduzione dell’elezione diretta del Sindaco nel 1993, abbia fatto propria una unità di misura del governo locale, che è più di “destra”, intesa appunto all’europea, che non di “sinistra”. Detto all’italiana, potremmo dire: più di “centro destra” che di “centro sinistra”. Con ciò intendendo, teniamo a precisarlo, che il rossanese medio, se anche su questioni ideali o di principio si sente di sinistra, nella scelta del governo locale, pare preferisca un approccio più pragmatico, fattuale. Verrebbe da dire, parafrasando il politologo Giovanni SARTORI, che anche chi è “di sinistra”, e voterebbe certamente centro sinistra alle elezioni politiche, pensa “di destra”, se invece si tratta di decidere chi, come e perché va gestito, ad esempio, il piano del traffico, piuttosto che lo sviluppo dei servizi e delle infrastrutture. Il “problem solving”, la capacità di soluzione dei problemi, sembra essere diventata la discriminante più forte nella scelta del sindaco e delle maggioranze. Da questo punto di vista, e prescindendo da ogni altra valutazione che, lo ripetiamo, non ci compete, in una Calabria delle autonomie locali che spesso offre ben altre chiavi di lettura, Rossano può essere certamente considerato un laboratorio politico-istituzionale, un caso di studio nell’approccio antropologico alle politiche pubbliche ed all’analisi delle dinamiche sociali nel nostro mezzogiorno, un momento oggettivo di riflessione utile a quanti hanno intenzione di cimentarsi con la politica”.

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