Su Scala Coeli Oliverio e la giunta si giocano la faccia.

La possibilità concreta che la pseudo discarica di Scala Coeli, progettata e costruita con un iter autorizzativo ridicolo, dopo i tentativi falliti dei commissari per l’emergenza ambientale e del trio delle meraviglie Scopelliti-Pugliano-Gualtieri, venga aperta nella legislatura di centro sinistra e sotto il governatore Oliverio renderebbe questa legislatura, questa giunta e questo presidente della regione, automaticamente, incapace di dare le risposte che i calabresi cercavano e nemica di un territorio che unito, dalle istituzioni alla società civile, si sta opponendo da anni a questa sottospecie di impianto. Per essere ancora più chiari, se Oliverio dopo essersi dichiarato contrario, non è in grado di impedire ad una schiatta di burocrati di aprire un impianto privato nonostante un parere netto del consiglio di stato e nonostante decine di anomalie e sanatorie scandalose, allora dimostrerebbe in brevissimo tempo di non essere in grado di svolgere il compito per cui è stato chiamato e scelto. Abbiamo già denunciato in maniera chiara il comportamento sistematicamente anomalo delle istituzioni giudiziarie calabresi per questa vicenda ed in generale per la questione rifiuti, lo abbiamo denunciato dando continuità ad un documento istituzionale di una importanza e di una gravità assoluta come la relazione finale della Commissione Pecorella, la quale parla nettamente di impunibilità di soggetti pubblici e privati e di immobilità delle procure della repubblica per tutto ciò che riguarda lo smaltimento degli RSU. Questo tuttavia non giustificherebbe minimamente chi ha chiesto fiducia e voti ai territori per dare delle risposte concrete, da ottenere mediante ogni mezzo possibile. Lo società civile di questo territorio, in ogni caso, non mollerà la presa sulla fossa di Scala Coeli neanche un secondo, come ha sempre fatto con o senza la collaborazione delle istituzioni regionali. Rete per la Difesa del Territorio “Franco Nisticò”

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