Su Rifiuti servono soluzioni vere. Stop alle sfilate, la campagna elettorale è finita.

“Cariati all’anno zero”. Lo pensano tutti: una comunità che deve ripartire da se stessa per poter risorgere.

 

Farebbe bene, Cariati a non prendersi in giro ancora una volta.
Prendiamo un tema di cui da anni si sente parlare e che per anni è stato slogan di campagne elettorali ma anche e soprattutto fonte di sperpero: SISTEMA RIFIUTI.

Siamo tutti consapevoli che la raccolta differenziata è necessaria per una gestione virtuosa dei rifiuti ma “perde di senso in assenza di infrastrutture di recupero e riciclo post raccolta differenziata.”

Il Comune di Cariati gestirà il servizio pianificando obiettivi e finalità secondo i principi che devono guidare una corretta gestione del ciclo dei rifiuti?

E’ ciò che ci chiede anche la comunità europea: Riduzione, Riuso e Riciclaggio (recepire ed applicare la Direttiva quadro 2008/98/CE che in particolare indica la scala delle priorità nella gestione dei rifiuti: “la preparazione per il riutilizzo, il riciclo o ogni altra operazione di recupero di materia sono adottate con priorità rispetto all’uso dei rifiuti come fonte di energia”)
Protezione dell’Ambiente e della Salute e rafforzamento della prevenzione primaria di malattie attribuibili ai rischi indotti da inadeguate modalità di gestione dei rifiuti;
Partecipazione Attiva e Concertazione alle decisioni in materia di salute, ambiente e gestione dei rifiuti da parte dei cittadini e delle associazioni di categoria (Carta di Ottawa per la promozione della salute del 21 novembre 1986, D. Lgs n. 502/2006, Carta di Aalborg 1994, Convenzione di Aarhus 26.6.1998, Direttiva 2003/35/CE, Direttiva 2008/98/CE).

Per fare ciò in modo reale e concreto l’amministrazione di Cariati dovrebbe considerare le direttive indicate anche dalla proposta di legge “Rifiuti Zero”.

Seguendo le direttive della Legge Rifiuti Zero, di cui da sempre si è promotori come Movimento attivo, si può attuare una rivoluzione di civiltà e dignità che i cittadini cariatesi meritano, dopo un lungo degrado che ormai perversa da decenni e sembra dover continuare e persistere.

Secondo i dati, è considerazione condivisa, che il Ciclo Virtuoso Della Gestione Dei Rifiuti può avvenire tramite una differenziata spinta con il metodo del Porta a Porta, che può essere attuato in modo serio solo estraniando dalla fase di raccolta la gestione privata, la quale non mira alla riduzione del volume dei rifiuti poiché collegata a gestori, proprietari di impianti di smaltimento.

Per capire ciò, basta vedere i livelli ridicoli di differenziata raggiunti da Rossano e Corigliano dove opera una delle aziende più grosse del territorio che è anche proprietaria di discariche (Sic!). L’affidamento diretto del servizio ai privati, in questi anni ha provocato solo ingenti danni al territorio, non riuscendo a garantire in molti casi nemmeno la mera raccolta, causando, in modo consuetudinario, problemi di salute e ordine pubblico.

Tramite la progettualità di una Amm. ne comunale seria si realizza, come prima operazione, un Punto di raccolta per gli ingombranti e un Laboratorio per la creazione di nuova materia derivante dal riciclo e riuso.
La frazione di umido differenziato verrà trasformato in fertilizzante biologico per l’agricoltura (Centro di Compostaggio di Comunità), tramite sistemi a basso costo e ad impatto ambientale zero.
La logica fondamentale è: Differenziata Spinta con l’eliminazione di tutti i Cassonetti e l’Istituzione della “Tariffa Puntuale” (il cittadino paga per quanti rifiuti produce, con riduzione fino al 20% della tariffa per chi effettua il compostaggio diffuso domestico).

Queste pratiche virtuose sono già realtà di diverse comunità calabresi, numerose anche nella provincia di Cosenza, dove, oltre che la nascita di nuove forme variegate di reddito, dirette e indirette, si garantisce un risparmio economico sia per le tasche dei cittadini che per le casse pubbliche con una riduzione effettiva ed importante delle voci di costo di bilancio.

Dunque, come già dimostrato da altre tante realtà in Italia, l’internalizzazione dei servizi è uno strumento sostenibile e vincente su tutti i punti di vista che ci chiede anche la Comunità Europea.

L’affidamento ad aziende private, invece, significa ricadere nello stesso gioco in cui anche le assunzioni, quindi il lavoro, sono vincolate da rapporti politici di cui spesso l’azienda si fa tramite!

Gli interessi particolari e privati che gravitano intorno a questi settori strategici sono in Calabria colpevoli, in collusione con la mala politica, di aver distrutto comparti fondamentali come Turismo, Agricoltura e Pesca e di aver minato gravemente la Salute Pubblica.

Per cambiare bisogna copiare chi ha realizzato un sistema virtuoso e non chi ha trasformato la differenziata in una campagna elettorale continua o ancora in una finta differenziata costosa e falsa come la propaganda dei peggiori politici.

Se Cariati è un paese che deve uscire dal fallimento non può farlo affidando una delle voci di spesa più pesanti a ditte esterne e lavarsi le mani, ma dovrebbe, con una pianificazione amministrativa, dirigersi verso l’internalizzazione del servizio! Poiché è storia pubblica, che spesso o le amministrazioni entrano in combutta con questi soggetti per interessi “particolari” o ne diventano totalmente soggiogate. Ai cittadini non conviene né la prima né la seconda ipotesi.


Mov. Le Lampare Basso Jonio Cosentino

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