■Antonio Loiacono
Scala Coeli, Giubileo 2025: un paese in cammino, nel nome della Croce e della Speranza si prepara a vivere un momento straordinario, un evento che va ben oltre la celebrazione liturgica: è un incontro di anime, di comunità, di memoria e speranza. Giovedì 10 luglio, nel piccolo ed accogliente borgo, giungerà la Croce del Giubileo delle Misericordie d’Italia, benedetta da Papa Francesco pochi mesi prima del suo commiato terreno. Un gesto, il suo, che oggi assume il sapore dell’eternità. Come se quell’ultimo dono del Pontefice fosse destinato anche a noi, piccolo popolo dell’anima e della montagna, che ha scelto di servire e amare nel silenzio, ogni giorno.
Non si tratta solo di una tappa. È una chiamata. Una chiamata a ritrovarsi, a fermarsi un attimo in questo tempo frenetico e ascoltare ciò che davvero conta: la fede che unisce, la speranza che sostiene, la carità che guarisce.
Non è una croce qualunque. È il simbolo sacro che sta attraversando l’Italia, portando con sé le preghiere di tutti, i dolori, le speranze, i desideri e le rinascite delle Misericordie e delle comunità.
Il suo arrivo a Scala Coeli non è casuale. È un dono. Un segno. Un privilegio. Ma soprattutto, è una responsabilità comunitaria.
Esserci è importante, perché ci sono eventi che accadono una sola volta nella vita di una comunità.
Perché questo incontro con la Croce non è uno spettacolo, ma un segno vivente che ci ricorda il significato profondo del nostro cammino umano e cristiano.
Perché in un tempo in cui la fede sembra sussurrare anziché gridare, questa è una voce forte e limpida che ci invita a ripartire, a servire, a credere.
La presenza del nostro Vescovo, Sua Eccellenza Mons. Maurizio Aloise, è molto più di una partecipazione protocollare: è un segno forte e affettuoso, che sottolinea il valore unico di questo momento per tutta la Diocesi di Rossano-Cariati. Un vescovo in mezzo al suo popolo, per benedire, ascoltare, camminare insieme. La sua voce guiderà la celebrazione, ma il suo cuore sarà accanto a ogni fedele, a ogni volontario, a ogni volto che guarda la croce con occhi pieni di domande, speranze o gratitudine.
Il Governatore della Misericordia di Scala Coeli, Rocco Acri, e il Correttore Spirituale, Don Massimo Alato, insieme ai confratelli e alle consorelle della Confraternita, rivolgono un appello accorato a ogni cittadino, giovane, anziano, famiglia, volontario, fedele o curioso:
“Venite. Partecipate. Portate il vostro cuore, i vostri pensieri, la vostra preghiera. Questo è il tempo per sentirci davvero comunità viva, aperta, in cammino. Non possiamo restare a guardare: questa croce è anche la nostra.”
In un mondo che spesso dimentica il senso del sacro e la forza del servizio, accogliere la Croce del Giubileo significa anche riaccendere l’identità del nostro paese.
Scala Coeli è una comunità ricca di storia, di devozione, di volti generosi. Mostriamolo. Stringiamoci attorno a questo segno d’amore che attraversa l’Italia per abbracciare tutti noi.
Giovedì 10 luglio: un giorno per esserci. Con il cuore. Con lo spirito. Con la speranza.
Non lasciamolo passare come un giorno qualsiasi! Facciamo sì che diventi memoria condivisa. Parte della nostra storia. Un passo nel nostro cammino.
“Vi aspettiamo –conclude Rocco Acri– tutti! Nessuno escluso. Perché la Misericordia è di chi crede, di chi ama, di chi spera. Ed è viva solo se c’è una comunità pronta a custodirla e trasmetterla.”
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