– Alla fine sarà Mbappè contro Yamal, Francia contro Spagna, probabilmente la semifinale tra le 2 squadre piu’ forti del torneo, quelle con i campioni attualmente piu’ giovani e per questo anche piu’ appetibili. E’ per tutti una sorta di finale anticipata, anche se poi bisognerà ovviamente vincerla per alzare la coppa piu’ ambita. Vero è che chi uscirà vincente da questa partita, che si annuncia strepitosa, ha davvero ottime probabilità di diventare campione del mondo. Piu’ forte e con tanti campionissimi i Bleus, forse piu’ squadra e abituata al suo allenatore, con un rapporto speciale che nasce fin dalle giovanili e dai tanti titoli vinti negli anni scorsi, le “Furie rosse”. Come talento in campo e campioni non dovrebbe esserci storia perfino per la Spagna, la Francia è veramente troppo superiore per tutte le nazionali almeno sulla carta, tuttavia lo spirito di squadra e il gruppo possono fare molto e quindi riuscire ad invertire un esito che al momento appare quasi scontato.
Inoltre ieri non si è vista una grande Spagna, anzi, contro un Belgio che invece, alla fine delle fini, si è arreso solo alla sfortuna, tra infortuni fisici e di gioco, comunque messo molto bene in campo da quell’ ottimo allenatore e uomo di calcio che è Rudi Garcia.
SPAGNA – BELGIO 2 – 1 (F. Ruiz, De Ketelaere, Merino)
– La giornata comincia subito male per il Belgio, addirittura durante il riscaldamento, quando si fa male forse il suo uomo migliore, senz’altro quello piu’ talentuoso e dotato di un estro capace di cambiare le partite da un momento all’altro: Youri Tielemans. Il talento dell’ Aston Villa pare abbia avuto un fastidio agli adduttori, che gli ha impedito persino di partire dalla panchina, al suo post c’è Vanaken del Bruges e non è la stessa cosa. Brutta tegola per i belgi, purtroppo per loro non sarà l’unica.
Ma andiamo con ordine, il match inizia al piccolo trotto e per i primi 15/20 minuti dominano la noia e attesa, si nota come le squadre si studiano, annusano, in attesa di un affondo vincente. Garcia ha messo bene i suoi in campo e la Spagna, pur superiore e dotata di un talento tra i piu’ cristallini nel palcoscenico del calcio mondiale, gioca coi ritmi bassi. Stranamente la “Roja” fatica molto a trovare spazi e imporre il suo gioco, perché gli uomini di Garcia si chiudono bene.
Si va alla pausa idratazione e dopo pochi minuti la partita cambia un po’, infatti gli spagnoli riescono a trovare l’agognato vantaggio: Pedro scambia con Yamal e poi riesce a mettere un cross al centro dell’earea per Dani Olmo, quest’ ultimo calcia di prima intenzione ed è bravo Courtois a rispondere, pronto come avviene quasi sempre, tuttavia sulla sfera che vaga in aria arriva di gran carriera Fabian Ruiz che, lasciato troppo solo, lesto come non mai porta in vantaggio i suoi. La Spagna la sblocca alla mezz’ora.
Ma il Belgio non ci sta, sì è pur vero che la Spagna ha dominato per lunghi tratti questo primo tempo, però lo ha fatto in maniera alquanto sterile e creando pochi veri pericoli per la porta difesa dal galactico. Infatti, un po’ inaspettatamente, dopo una manciata di secondi arriva il pareggio ed è ancora con lui, l’uomo di questi Mondiali per i Diavoli Rossi: l’atalantino De Ketelaere. C’è un’ insistita azione corale dei belgi sulla destra, Castagne crossa in area di rigore e sulla palla si avventa l’ex milanista che, con un gran colpo di testa da attaccante vero, alla sua maniera riporta il Belgio decisamente in partita. Eccome se lo è.
Se i primi 20 minuti sono stati molto tattici, forse noiosi e con le squadre guardinghe e dunque attente vista l’enorme posta in palio, dopo il giro di boa nei primi ’45 c’è stata una certa vivacità in campo e in fondo le squadre hanno giocato bene, con gli spagnoli che ovviamente fanno maggior possesso palla e i belgi pronti a dire la loro. No, non è un caso se la prima frazione si chiude con un risultato di parità in fin dei conti giusto.
Inizia la partita e la musica non cambia: la formazione in rojo (i belgi indossano la 2° maglia) continua a guidare le danze, tenendo il pallino del gioco in mano e creando occasioni, però nulla di particolarmente pericoloso per gli avversari, invece un Belgio davvero ben messo in campo sa come difendersi con ordine affidandosi a qualche ripartenza.
Ma succede qualcosa di veramente preoccupante: al minuto 66 si fa male un’ autentica leggenda: il galactico Courtois che, forse intuendo le conseguenze, esce in lacrime e non soltanto per se stesso ma per la sua nazionale. Lo sostituisce Lammens, estremo difensore dello United, non proprio l’ ultima squadra al mondo, e non dal miglior portiere della seria A italiana per 2 stagioni consecutive: il romanista Mile Svilar. Il portierone giallorosso è nato e cresciuto in Belgio, ad Anversa, da genitori serbi attraversando così tutte le categorie, dalla Under 15 alla Under 21. Nulla di strano dunque, invece no, perché il padre, Ratko Svilar, ex portiere della nazionale serba, lo convinse a rispondere alla chiamata della Serbia e giocare una dimenticabile amichevole contro il Qatar nel settembre 2021. Mai decisione fu piu’ sciagurata, perché ora, lui che è in tutto e per tutto un belga, è rimasto prigioniero del regolamento Fifa, burocrazia che di fatto lo ingabbia in una sorta di limbo. E’ dentro una piega del regolamente che è costata cara ieri al Belgio e curiosamente anche a due ex romanisti quali Garcia e Lukaku.
Il malcapitato Lammens, a 2 minuti dal 90esimo e quando tutti ormai guardavano ai tempi supplementari, ha fatto una papera che a certi livelli non dovrebbe capitare ed è capace di rovinare una carriera. Per carità ci sta, siamo esseri umani, ma è anche vero che stai giocandoti una semifinale ai Mondiali.
Il gol è del fedelissimo di de la Fuente, il subentrato Mikel Merino, che raccoglie un pallone perso da Lammens a causa di un intervento veramente goffo, riportando così la Spagna in vantaggio. Mancano solo 2 minuti e a parte un’ uscita rivedibile di un Unai Simón in serata storta, il triplice fischio arriva su questo punteggio.
Fuori per una papera e adesso sarà una specie di finalissima anticipata in quel di Dallas. La data già dice molto: 14 luglio: la presa della finale.
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