Sanremo, ultimo atto. A sorpresa vince Arisa: il festival della canzone italiana è cosa d’altri tempi!!

Ieri mi sono preso la giornata libera. Chissà sei i miei 24 lettori hanno sentito la mia mancanza… La serata finale inizia con un siparietto tutto sommato patetico con Terence Hill, a metà tra don Matteo e Trinità, che fa finta di sposare Fabio e Luciana. Sa un po’ di déjà vu: Terence Hill già aveva fatto qualcosa del genere a “Che tempo che fa”.

Riprende la gara fra i cosiddetti campioni. Inizia Giuliano Palma che si balla addosso e tenta di violentare l’’asta del microfono. Comunque, a parte l’’intenzione “di menticare” la lei della canzone e i problemi di intonazione che il cantante manifesta sul finale, il pezzo è simpatico. Da uno a dieci, gli do un sei meno meno. Fazio dice che è bravissimo.

Poi arriva Noemi, che non azzecca mai un abito. Stasera è travestita da cioccolato fondente. Il testo del suo pezzo mi fa venire le convulsioni. Voto due e mezzo. Il mezzo per la simpatia e i suoi begli occhi. Canta molto di gola, stasera. Fazio dice che è bravissima.

Ron continua a piacermi: il mio voto è sette. Anche Fazio dice che è bravissimo.

Arisa è vestita da istitutrice. Peccato che la canzone non significhi niente, perché lei è davvero brava. Voto 5. Fazio dice che è bravissima.

A margine della competizione, noto che la Luciana è in ottima forma. Francesco Sarcina conferma tutta la sua carica di travolgente antipatia e la canzone conferma tutta la sua insulsaggine. Stasera, almeno, ci risparmia la foto col telefonino alla fine dell’’esibizione. Voto: 1 e mezzo. Fazio dice che è bravissimo.

Superlativo il monologo di Maurizio Crozza che inizia alludendo ironicamente ai problemi che ha avuto l’’anno scorso. Cerca di risvegliare l’’orgoglio italiano, anche se sa benissimo che i grandi italiani sono tali proprio perché sono poco italiani. E poi non si può non pensare, ascoltandolo magnificare le qualità dei nostri connazionali, alla scena penosa che c’’è stata in mattinata a Palazzo Chigi con Letta, livido, che evitava di guardare in faccia Renzi passandogli le consegne di primo ministro.

I Perturbazione fanno quasi cabaret. Sono eleganti, simpatici e originali, continuano a piacermi. Meritano un 7 e mezzo. Fazio dice che sono bravissimi.

Giusi Ferreri l’’ho definita sexy, raccontando della sua prima esibizione La mia carissima amica Laura si è chiesta se ho problemi di vista e mi ha fatto notare che ha le ginocchia come tronchi d’’abete. In effetti… Stasera la Giusi è in lungo: forse si è rivista, ed ha concordato con la mia amica. Intanto continuo a respingere l’’invito a cena contenuto nella sua canzone: sono già abbastanza depresso di mio. Voto: un quattro e mezzo per incoraggiarla. La canzone in realtà non merita più di tre. Fazio dice che è bravissima.

Francesco Renga potrebbe vincere il Festival, ma secondo me merita un sei. Fazio dice che è bravissimo.

Approfitto della lunga ospitata di Ligabue per portare fuori il cane. Non ho mai potuto soffrire il modo di cantare di Ligabue. Alla ripresa della gara tocca a Renzo Rubino, sempre inspiegabilmente agitato al pianoforte per cantare una canzone che non giustifica il suo scuotersi. Mi dà l’’impressione che abbia qualcosa di irritante -– non so, uno scorpione o forse delle cimici – nelle mutande. Testo da 3, musica inqualificabile. Vabbè, diamogli un due e mezzo. Fazio dice che è bravissimo.

La Ruggiero ha la faccia di una pensionata che s’’è appena alzata dal letto. Forse è solo miope. Anche stasera, dopo due versi il testo le si liquefa tra le labbra; le note affrontano il solito otto volante verso altezze imperscrutabili (stasera mi sento lirico. Colpa della cena pesante). Voto: 4. Anzi, 4 e mezzo, perché gli acuti comunque sono molto acuti. Fazio dice che è bravissima.

Riecco Gualazzi, il coro gospel e l’’uomo dal preservativo sulla testa sbagliata (ma non è detto), che non pago di zampettare sul palco invade la platea e fa la danza della pioggia davanti alla giuria. Spiacente, proprio queste esibizioni non le sopporto. Il coro è bravo (anche se ripensandoci mi fa pensare alla pubblicità cretina del panettone Maila: “piano piano, buono buono…”), Gualazzi sguaiola sempre in falsetto. Voto 4 più. Fazio dice che è bravissimo.

Cristiano De André rispetto alla media degli altri interpreti è stratosferico. Voto: 7 e mezzo. Fazio dice che è bravissimo.

Dulcis in fundo, torna il reverendo Frankie Hi NRG con la sua inutile metafora ciclistica dalle tipiche rime stupidine di rapper all’’acqua di rose. Fazio, indovina un po’’, dice che è bravissimo.

Ieri il rap del ragazzino campano ha vinto per le nuove proposte, a dimostrazione che il volemose bene, in Italia, ha sempre la meglio. La critica aveva giustamente premiato Zibba che in effetti, a dispetto dell’’aspetto un po’ inquietante e del nome d’’arte inverecondo, ha presentato un pezzo bellissimo. Oso sperare che stasera non si cadrà così in basso da far vincere il reverendo. Voto: 0.

Per Fazio tutti sono bravissimi, per me non si salva quasi nessuno. Morale della favola: sarà difficile che mi invitino a presentare il festival di Sanremo. I primi tre classificati si esibiranno di nuovo per contendersi a vittoria. Nell’’attesa di conoscere il verdetto, arriva Claudia Cardinale con una maschera in faccia che pare la sorella di Tutankamen. Potere della chirurgia plastica, che interviene su una faccia vecchia e – miracolo! – la trasforma in una maschera grottesca. La Cardinale, attrice meravigliosa, quando deve parlare a braccio di solito mostra limiti imbarazzanti. Stasera non fa eccezione. Durante il suo intervento si assegnano i premi della critica.

I Perturbazione, a dimostrazione del fatto che avevo ragione, vincono il premio della sala stampa del festival. Al testo di Cristiano De Andrè va il premio della critica, ma per “Invisibili”, la canzone esclusa durante la prima serata. La critica il testo ha potuto leggerlo; io, durante l’’esibizione, non ho capito una parola.

Torna Sinigaglia e canta di nuovo “Prima di andare via”. In realtà, anche se c’’è è già andato via: il pezzo non era inedito e l’’hanno squalificato: da concorrente, così, profondendosi in scuse, il ragazzo è diventato ospite. Peccato. In fondo era da 6.

I primi tre classificati sono Rubino, Gualazzi, e Arisa. Strano, Renga è fuori. Trovo assurdo che siano andati avanti il preservativo umano e Rubino. Evidentemente il televoto, a dispetto del divieto di accesso per i minorenni, l’’hanno dominato i ragazzini (è successo lo stesso con le nuove proposte), ai quali è piaciuto il cappuccio da uomo ragno del preservativo umano. Quanto a Rubino, temo che ci sia dentro lo zampino della cosiddetta giuria di qualità. A questo punto faccio il tifo per Arisa. E mi tocca sentire di nuovo i tre pezzi.

Inizia Rubino, che si rimette ad agitarsi scompostamente sullo sgabello del pianoforte. Canta un po’’ come una via di mezzo fra Sergio Bruni e Vasco Rossi. Il peggio di entrambi. Ha sempre i pantaloni alla saltafossi, ma almeno i calzini sono scuri, e non verdi come la prima sera.

Ricantano Gualazzi, il preservativo-uomo ragno e il coro Gospel. Gualazzi ha sempre l’’aria di uno che sta per raggiungere l’’orgasmo, e guaisce in falsetto di conseguenza. Il preservativo continua ad aggirarsi qua e là, ignaro del fatto che l’’orgasmo è una faccenda che riguarda Gualazzi.

Infine torna, discreta, quasi umile e dolce, Arisa. Una boccata di grazia e una montagna di tette, ma soprattutto una bella voce. Confermo tutte le mie riserve sul testo e la musica, ma le tre canzoni sono ugualmente insipide, e quindi scelgo la cantante. Vai, Arisa: sono con te. And the winner is…

Una parola sugli spot pubblicitari, che sono stati i veri protagonisti delle cinque serate. Il più simpatico quello della Volkswagen, con i calciatori della Roma che sembrano attori veri. Anche quello della Seat, col ragazzo che ha trombato tutta la notte nell’’auto del padre, che lo sgama e lo porta fuori a pedalare in bici (immagino che il ragazzo maledica Frankie Hi NRG), è accattivante.

Torniamo alle canzoni. E la canzone (o cantante?) vincitrice è Arisa. Beh, alla fine della fiera, meglio lei che l’’uomo dal preservativo, anche se io resto convinto che Ron e Perturbazione meritassero di più.

È l’’una e un quarto, ho sonno e manderò l’’articolo al giornale domattina. Chissà se il direttore me lo passa? Nel dubbio indosso gli auricolari e sull’’I-pod metto il mio Mozart: mi culla la sua “Eine kleine nachtmusik” K 525.

Questa sì che è musica!

Giuseppe Riccardo Festa

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