SANITÀ, LA CALABRIA SI NORMALIZZA

SANITÀ, LA CALABRIA SI NORMALIZZA LO GIUDICE: PROTESTANO GLI STESSI CHE POI EMIGRANO SODDISFAZIONE DI OTTO TORRI PER IMPEGNO SCOPELLITI ROSSANO (CS), Giovedì 28 Ottobre 2010 – “Con la presentazione, ieri a Roma, da parte del Presidente SCOPELLITI del Piano di Rientro per il debito sanitario regionale (1,2 miliardi), per la Calabria si avvia finalmente una fase di normalizzazione non più dilazionabile. Come associazione europea impegnata da decenni sul territorio a promuovere l’ancoraggio agli standard ed alle dinamiche europee dello sviluppo non possiamo che esprimere convita soddisfazione per la stagione riformatrice messa in campo dal nuovo esecutivo regionale, a partire dalla sanità, buco nero finanziario e culturale”. È quanto dichiara, per Otto Torri sullo Jonio, l’Avv. Edoardo LO GIUDICE. Sono 242 i casi di malasanità verificatisi in Italia, da fine Aprile 2009 a metà Settembre 2010. Di questi, 163 si sono conclusi con il decesso del paziente e 186 sono attribuibili a presunti errori, mentre 56 ad altre cause. La poco onorevole classifica, vede ai primi posti la Calabria, con 64 casi di malasanità e 50 decessi. È quanto emerge dal rapporto Commissione parlamentare sugli errori sanitari reso noto ieri. “Di fronte a questi dati – continua LO GIUDICE – impressionanti, che certificano lo stato del sistema sanitario calabrese, non si riesce a ben comprendere l’avversione, manifestatasi nei giorni scorsi in plateali proteste, al piano di riordino della sanità regionale, che l’attuale Giunta si appresta ad implementare. Un piano volto non solo al rientro del mostruoso debito, ma soprattutto volto a rendere effettivo il diritto alla salute sancito dalla nostra costituzione, attraverso l’eliminazione di veri e propri ospedali della morte, dove il solo ricovero rappresenta un rischio per la salute. Non sorprendono – aggiunge – le resistenze di quanti nei territori sono portatori di interessi e privilegi; ciò che sorprende ed amareggia è che a difendere tali interessi sono i cittadini, gli stessi che quotidianamente si lamentano delle strutture ospedaliere e dei (dis)servizi, e che, al sorgere di patologie un po’ più complesse, corrono subito negli ospedali del nord a farsi curare. Tutto ciò è paradossale. Per quanto ci riguarda, il sostegno a quest’azione di discontinuità è pieno e convinto. Da cittadini-utenti monitoreremo – continua LO GIUDICE – l’effettiva realizzazione del piano sanitario, non mancando, ove necessario, di segnalare atti ed azioni volti a disattendere i contenuti e gli obiettivi del piano stesso”.

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