■Antonio Loiacono
A volte non servono cronometri, né podi, né medaglie. Basta un passo dopo l’altro, fatto insieme, per ricordare che la speranza può correre più veloce di qualsiasi paura. È quello che è accaduto lunedì 7 aprile, tra Calopezzati e Pietrapaola, durante la tappa calabrese di “Run for Hope”, la staffetta solidale che unisce tutta l’Italia in nome della ricerca contro i tumori pediatrici.
Da Calopezzati, in Piazza Giudiceandrea, il via. Un gruppo di podisti, cittadini comuni con il cuore colmo di motivazioni, ha iniziato il percorso senza spirito agonistico, ma con un unico obiettivo: dare voce e gambe alla solidarietà. All’arrivo, nella Piazza Warstein di Pietrapaola, l’attesa si è trasformata in emozione: applausi, sorrisi, abbracci. Un vero abbraccio di comunità.
A rendere ancora più speciale la giornata, la presenza preziosa delle scuole, con i ragazzi e i docenti accompagnati dalla dirigente Mirella Pacifico. I loro sguardi curiosi e sinceri hanno dato senso profondo a un evento che parla soprattutto ai più giovani, per educarli alla prevenzione, al rispetto della salute, ma soprattutto al valore di esserci per gli altri.
Il merito dell’organizzazione locale va a due cittadini instancabili di Pietrapaola, Karyna Hlukhova e Leonardo Filippelli, che con dedizione e cuore hanno curato ogni dettaglio logistico e amministrativo, affiancati dall’associazione Corri Castrovillari, guidata da Gianfranco Milanese.
La “Run for Hope”, giunta alla sua quinta edizione (si concluderà il 13 aprile prossimo) attraversa tutta l’Italia con 20 staffette simultanee: un abbraccio lungo il Paese, che quest’anno sostiene la Fondazione AIRC, con l’obiettivo di dare nuove possibilità di cura ai bambini colpiti dal cancro. Un’iniziativa che negli anni ha già raccolto oltre 210 mila euro, grazie alla generosità di chi corre e di chi crede.

La sindaca di Pietrapaola, Manuela Labonia, presente e partecipe, ha espresso il suo orgoglio per aver potuto accogliere questa tappa così significativa: “Oggi – ha detto – abbiamo ricordato che quando una comunità si unisce, può diventare la vera forza del cambiamento.” E a dare voce all’emozione della giornata sono anche le parole di una “podista”, partecipante alla camminata solidale: “Non corro spesso, ma oggi non potevo restare a guardare. Ho pensato ai bambini che lottano ogni giorno contro malattie troppo grandi per la loro età, e ho capito che bastava esserci. Ogni passo è stato una preghiera silenziosa, un pensiero, un atto d’amore. Vedere il sorriso dei ragazzi all’arrivo mi ha fatto capire che stiamo seminando qualcosa di bello.”
E mentre il sole calava su Pietrapaola, tra le note dell’intrattenimento offerto dal Comitato degli Angeli di Mandatoriccio, restava nell’aria una sensazione forte, difficile da spiegare ma impossibile da ignorare: la certezza che, correndo insieme, si può davvero accendere la speranza!

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