RESISTERE AD OGNI PROVA

Qualcuno attribuisce la battuta, nientemeno, a Leonardo e qualcun altro, più modestamente, a Cocteau: “Dopo i quaranta ognuno è responsabile della sua faccia”. È una opinione che si può sottoscrivere, e dovrebbe valere anche per i politici. C’è un momento in cui la gente è stanca di certe insistenti fisionomie, che il tempo, o gli avvenimenti, hanno consumato. Ma, senza ricorrere a interpretazioni lombrosiane, non sempre i volti esprimono il carattere o il talento: ed è provato che esistono fronti inutilmente spaziose, non solo, ma è anche vero che tra generici visi, musi, grinte, ceffi e via dicendo, circolano tante, troppe facce di bronzo. L’ espressione, secondo il Dizionario dei modi di dire di Giuseppe Pittano (Zanichelli), significa: “resistere a ogni prova”, ma anche, per il Tommaseo, “di audacia svergognata”. Si parla tanto di rinnovamento, di pulizia, di una nomenklatura non compromessa con gli intrallazzi e l’ omertà del passato, ma il peccato esordisce con l’ apparizione dell’ uomo. Allora, cosa occorre escogitare per convincere i discoli politici cariatesi di lungo, lunghissimo corso, che la ricreazione è finita? Ed è la fine anche di una stagione. E chi non ha saputo comandare non deve stupirsi se c’è chi rifiuta di obbedire. È incredibile: c’e’ ancora gente che predica la necessità di un cambiamento delle regole, quando i cittadini pretendono che si muti il gioco. E pensare che la Gran Bretagna mandò in pensione Churchill, che aveva vinto una guerra, e qui da noi, a Cariati, guardate un po’ chi ci dovremmo tenere ancora.

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