REGIONALI CALABRIA, IL CENTROSINISTRA IN ATTESA: TRIDICO DECIDE, IL TEMPO CORRE!

Coalizione in apnea dopo l’ennesima riunione senza accordo: il via libera dell’ex presidente Inps è visto come l’unica carta per riaprire la partita, ma l’attesa rischia di trasformarsi in un autogol elettorale

Pasquale Tridico

Antonio Loiacono

Cinque ore di riunione per discutere di programmi, valori, alleanze. Ma il vero nodo, il nome del candidato, resta irrisolto. Il centrosinistra calabrese, riunito sotto l’ombrello del cosiddetto “campo largo” – Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi-Sinistra e civici – sembra vivere in apnea, sospeso nell’attesa di una sola mossa: la decisione di Pasquale Tridico.

L’ex presidente dell’Inps, oggi europarlamentare, è il profilo che mette d’accordo le varie anime della coalizione. Il suo nome è percepito come l’unico in grado di contendere seriamente la vittoria a Roberto Occhiuto, forte di un’immagine tecnica, di una credibilità maturata in anni di incarichi pubblici e di un consenso che travalica i confini di partito.

Eppure, il tempo scorre. Le elezioni regionali in Calabria sono fissate per il 5 e 6 ottobre, e ogni giorno di incertezza è un giorno guadagnato dall’avversario. Occhiuto è già in piena campagna elettorale, mentre il centrosinistra discute ancora la “pari dignità” tra le forze in campo.

Il rischio, come ammettono in privato diversi esponenti locali, è di arrivare con un candidato scelto all’ultimo minuto, privo del tempo necessario per costruire un messaggio forte e riconoscibile.

Per Tridico le pressioni sono altissime. C’è chi lo vede pronto a scendere in campo, magari in ticket con una donna sindaco espressione del PD; e c’è chi teme che il passo non arrivi affatto, lasciando spazio a soluzioni di ripiego che difficilmente scalderebbero l’elettorato. Le sue riserve, spiegano fonti vicine, non sono tanto politiche quanto personali: accettare significherebbe abbandonare un percorso europeo per entrare in una sfida complessa, in un contesto politico notoriamente difficile.

La politica insegna che le campagne elettorali si vincono anche sul calendario. Più si ritarda la partenza, più si restringono le possibilità di costruire una narrazione efficace. In Calabria, dove l’astensionismo è endemico e il voto d’opinione conta meno delle reti territoriali, serve tempo per convincere, motivare, mobilitare.
Oggi quel tempo lavora a favore del centrodestra!

La partita è ancora aperta, ma non per molto. O il campo largo troverà presto il coraggio e la compattezza per lanciare Tridico (o un nome altrettanto credibile), oppure quella che doveva essere la sfida per riaprire i giochi rischierà di trasformarsi in un’occasione mancata.

Nel frattempo, in Calabria, la politica sembra ferma. E in politica, restare fermi significa quasi sempre perdere terreno.

 

 

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