Questa parte della nostra penisola lontana dalle mete turistiche più gettonate

Mancavo dal Comune collinare di Terravecchia da un pò di tempo. C’ero stato proprio nel periodo pasquale di alcuni anni fa. Ieri mattina con una mera scusa, approfittando anche della bella giornata di sole, ho deciso di salire verso l’incantevole borgo. Una passeggiata di una decina di minuti in auto che ti permette di scorgere quanto bella e sconosciuta é l’Italia, cosiddetta “minore”. Quella parte della nostra penisola lontana dalle mete turistiche più gettonate, ma nonostante tutto ricca di bellezze storiche artistiche e paesaggistiche, seconde a nessun altro luogo della Bella Italia. Il fastidio delle curve, che inevitabilmente si devono affrontare per salire sin su in collina, quasi passano in secondo piano. Basta guardare fuori dai finestrini per ammirare un paesaggio surreale, ai limiti della realtà visiva. Dove tutto e ogni cosa che passa dinanzi agli occhi, stimola un’immaginazione senza confini. Il silenzio assordate, inoltre, che si percepisce e che coinvolge gli ignari visitatori, raggiunge un limite quasi di non sopportazione. In più, la vista delle filiere dei secolari ulivi che impreziosiscono il paesaggio, ti porta ai tempi passati e a chi ha voluto lasciare, forse non sapendolo, quel enorme patrimonio naturale. Una volta su in cima, dove si può ammirare il Comune di Cariati dalla nuova terrazza, diventa un pullulare di sensazioni che coinvolgono i visitatori. Le stesse sono tante e variegate, difficili da contenere. Inevitabilmente la curiosità ti stimola domande sulla quotidianità di una comunità, che conta sulla carta meno di 1000 residenti e che é caratterizzata dalla vita di meno di 500 persone. Passeggiare lungo le stradine del borgo che si avvolge su se stesso, scoprendo spaccati di panorama insoliti e inaspettati, da tutti gli angoli del centro abitato, ti fanno apprezzare un luogo quasi unico. Per giunta ricco di una storia che porta sin all’unità d’Italia. Ho trovato una comunità accogliente, ospitale, disponibile e desiderosa di mostrare e esaltare le proprie bellezze. Orgogliosa del proprio paese e ricca di una prestigiosa identità. Tanti gli aneddoti che le persone anziane del posto hanno voluto riversare al viaggiatore solitario e sconosciuto. Storie di persone, di luoghi, di tradizioni, di cultura per le quali non basterebbero pagine intere di libri per raccontarle. Certo, però, hanno arricchito le mie conoscenze. Non so quanti Comuni collinare in Italia hanno la stessa caratteristica morfologica, quanto quella di Terravecchia, al punto da garantire una vicinanza al mare, passando in dieci minuti da un certa altezza al litorale. Un’opportunità non di poco conto da valorizzare e promozionare. Un biglietto da visita da utilizzare per attirare un turismo di nicchia, fatto di non pochi estimatori. L’idea va coltivata e cavalcata. La stessa Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, dedica ai piccoli Comuni, concrete possibilità per entrare a far parte di circuiti dedicati. Sono sicuro che l’attenta amministrazione comunale di Terravecchia già sta pensando in merito, provando a intercettare nel medio e lungo termine i suddetti filoni turistici. Progettare un albergo diffuso, ad esempio, in loco non sarebbe poi una cattiva idea. Nicola Campoli

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