Profumo di viole sfiorite: la battaglia di Antonio Borsa contro femminicidio, disparità di genere e suicidi giovanili

In un’epoca in cui le notizie di cronaca nera continuano a ripetersi con una cadenza straziante, c’è chi ha scelto di trasformare il proprio dolore personale in uno strumento di prevenzione e di cambiamento. Antonio Borsa, autore del recente Profumo di viole sfiorite (NonSoloParole Edizioni, settembre 2025), è una di quelle voci che non si arrendono al silenzio. Tutto è iniziato con un rifiuto.

La ragazza che amava gli disse di no. Un “no” gentile, definitivo. Invece di reagire con rabbia o con la pretesa di possesso, Antonio scelse il rispetto. Quel rispetto che gli cambiò la vita per sempre. Nacque così la sua carriera di scrittore: prima I tre appuntamenti (2024), poi il nuovo romanzo, un viaggio simbolico attraverso il dolore che insegna a “sposarlo” invece di combatterlo o scaricarlo sugli altri. “Nel 2025 è ancora possibile leggere di un uomo che uccide la compagna perché lei ha deciso di andarsene?”, si chiede Borsa durante gli incontri pubblici. «Un rifiuto non è un attacco personale, è un diritto inalienabile. Imparare ad accettarlo è il primo, vero atto d’amore verso l’altra persona e verso se stessi».

Da anni l’autore porta questa convinzione nelle scuole superiori, nei centri antiviolenza e nelle associazioni che si occupano di prevenzione del suicidio giovanile. Entra in aula senza filtri: parla di relazioni tossiche, di campanelli d’allarme, di come riconoscere la gelosia malata prima che diventi violenza. Parla anche di salute mentale, di quanto sia urgente abbattere lo stigma, di numeri di telefono da salvare sul cellulare, di adulti che devono imparare di nuovo ad ascoltare.

«So che la mia è una goccia nel deserto», ripete spesso, «ma se ogni goccia smettesse di cadere per paura di non essere abbastanza, il deserto vincerebbe per sempre. Invece possiamo diventare un fiume. Basta che ognuno faccia la sua parte». Borsa non si limita alle parole scritte. Collabora stabilmente con realtà che operano sul campo: sportelli antiviolenza, linee di ascolto per la prevenzione del suicidio, progetti educativi nelle scuole. Ogni incontro è per lui la conferma che il cambiamento è possibile, un abbraccio alla volta, una storia ascoltata alla volta. «Nessuno deve restare indietro», è il suo mantra. «Nessuna donna deve avere paura di dire “basta”».

Nessun ragazzo o ragazza deve pensare che l’unica soluzione sia farla finita. C’è sempre qualcuno disposto ad ascoltare, a tendere la mano. E finché avrò voce, quella mano la tenderò anch’io». Profumo di viole sfiorite non è solo un romanzo: è un grido di speranza scritto da chi ha conosciuto il buio e ha scelto di accendere una luce, piccola ma ostinata, per chi ancora non riesce a vedere la strada. Perché l’amore vero non possiede e non distrugge.
E la vita, anche quando fa male da morire, merita sempre un altro respiro.

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