Pesanti critiche sulla manutenzione del cimitero da parte di numerosi cittadini.

“All’ombra de’ cipressi e dentro l’urne confortate di pianto è forse il sonno della morte men duro?” Sin dai primi versi dei Sepolcri di Foscolo si intuisce quanto sia forte il tema doloroso della morte che ricorre nella poesia, ma allo stesso tempo nella sensibilità di tutte le civiltà che, da che il mondo è mondo, appare manifestamente visibile nel culto per i defunti e per i luoghi in cui essi stessi vengono ospitati per il riposo eterno, quasi a creare un legame, una “corrispondenza di amorosi sensi” come dice lo stesso Foscolo, tra il mondo dei vivi e quello dei defunti. Tutto questo discorso, purtroppo, non vale per il cimitero di Cariati almeno per quanto riguarda la cosiddetta “area nuova” priva perfino di cipressi! Le aree disponibili sia per la costruzione di loculi, di tombe o cappelle sono già esaurite. Vietato morire perché non c’è posto! Tutta la suddetta area versa in uno stato di abbandono, condotti idrici che perdono acqua e la riversano per terra, infiltrazioni d’acqua che arrivano dal deposito idrico posto al di sopra dell’area cimiteriale oltre la strada, le vie di accesso alle tombe sono non agibili perché poco sicure, scoscese, anzi assomigliano a dei dirupi e quando piove a dei veri e propri torrenti. E’ già successo che qualche pellegrino sia caduto e si sia fatto anche male. L’intera area è incustodita a tal punto che spesso si entra, tra le cappelle, anche con le automobili. L’intera architettura cimiteriale risente dello stesso caotico qualunquismo, spesso anche abusivo, che vige nel paese. Tutta l’area, insomma, versa in una situazione indecorosa ed offensiva per i defunti ed umiliante per i cittadini che si recano a trovare i propri cari, costretti, loro malgrado, ad effettuare pulizie sulle tombe dei loro cari e addirittura a gettare nei cassonetti immondizie e rifiuti vari, sparsi per le varie tombe e lungo i viali. Un paese civile non dimentica ed abbandona i propri defunti come sta succedendo nel nostro comune, si preoccupa di creare tutte le condizioni affinché almeno il culto dei morti sia possibile esercitarlo senza nessun veto o impedimento, senza discriminazioni, perché se è pur vero che i defunti non votano più (e quindi possono non attirare l’attenzione della politica) è anche vero che, come diceva il grande Totò, la morte è una livella.

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