OSPEDALE, IL FRONTE RIMANE COESO

OSPEDALE, IL FRONTE RIMANE COESO SERO: NESSUNA DECISIONE UNILATERALE RINGRAZIO IL VESCOVO PER IL GRANDE IMPEGNO DIPLOMATICO Cariati, Sabato 9 Ottobre 2010 – Le critiche strumentali e ad arte, pensate da alcuni soggetti, disinteressati nei fatti, alla tutela e al mantenimento del presidio ospedaliero “V. Cosentino”, sono finalizzate esclusivamente alla maldestra speranza del proprio tornaconto personale in vista delle prossime elezioni amministrative. D’altronde, gli unici a dir vero pochi, a non partecipare alle tante azioni comuni intraprese dall’intera comunità cariatese e dalle popolazioni ed istituzioni del territorio, a tutela dell’ospedale di Cariati, sono proprio coloro che scelgono la carta stampata per tentare di spaccare un fronte ancor più coeso. È quanto dichiara il Sindaco Filippo SERO. DICHIARAZIONE SINDACO AVV. FILIPPO SERO “Bugie, solo bugie, le tante infondate recriminazioni, mosse alla mia persona e a questa amministrazione per le decisioni recenti e per le azioni passate, sempre e solo a tutela dell’ospedale “V. Cosentino” e del diritto alla salute per le popolazioni di questa vasta area. Nell’ordine, “nessuna decisione unilaterale” è stata dal sottoscritto assunta, in merito al presunto scioglimento del presidio stradale, tra l’altro soltanto sospeso e non interrotto. Inoltre, è opportuno ribadire, che suddetto presidio, ha costituito soltanto un rallentamento del traffico. Si precisa poi, che in occasione degli ultimi incontri tra tutti i sindaci ed i membri del comitato pro-ospedale, la linea emersa, già precedentemente in maniera diffusa e sicuramente da parte di coloro che oggi parlano di decisioni unilaterali, è stata quella di sospendere da lì a poco, tale azione, soprattutto in vista delle ulteriori valutazioni che il Presidente SCOPELLITI, in un nuovo clima distensivo, sta effettuando in merito alle legittime istanze sul presidio cariatese. Istanze, che hanno già superato il vaglio dei tecnici regionali chiamati ad esprimere il proprio parere. Infine, l’invito di sospendere il presidio stradale, accolto favorevolmente e spontaneamente dalle mamme e da coloro che da 11 giorni lo mantengono, è stato rivolto tramite la mia persona, dal Vescovo Santo MARCIANÒ, che ringrazio a nome mio personale e di tutta la comunità del territorio, per la forte azione diplomatica messa in campo a nostro sostegno. Tornando a ritroso nel tempo, è opportuno ricordare a quanti fingono di non sapere, che quattro anni fa, ciò che la conferenza dei sindaci ha votato all’unanimità, è l’ospedale nuovo della sibaritide con il mantenimento dei due presidi ospedalieri di frontiera di Cariati e di Trebisacce. L’ospedale unico invece è stato dagli stessi fortemente contrastato. Quindi ricollegare la decisione attuale di chiudere i due ospedali in questione, al parere espresso dai sindaci sull’ospedale nuovo della sibaritide, è frutto di ignoranza o di malafede. Quanto alla sospensione delle attività nei reparti di chirurgia ed ostetricia conseguente alla chiusura delle sale operatorie decisa dai N.A.S., è nella memoria di tutti come questo sindaco e l’amministrazione comunale si siano spesi da una parte a fianco della popolazione scesa in strada e dall’altra con un’intensa azione istituzionale che ha portato agli accordi sottoscritti in prefettura il 25 e 26 Agosto 2009. Se successivamente tali accordi, sono stati valutati “carta straccia” dall’attuale Presidente Regionale, non può essere certo addebitato a chi da sempre inequivocabilmente è impegnato a tutelare il presidio cittadino garantendone l’inserimento nella rete regionale ospedaliera con la sua riconversione da ospedale di zona ad ospedale medico-riabilitativo. Come sempre, coloro che accusano, non erano presenti neanche allora, forse distratti da altre “priorità” del tutto personali. E ancora, sempre gli stessi soggetti chiedono il conto in merito ad una altra questione che nei fatti colpevolmente o furbescamente, disconoscono. Mi riferisco alla delibera n. 87 del 2010, che su nostra richiesta è stata corretta dalla successiva delibera n. 264, in quanto errata nei numeri. Se anche allora, non fossimo tempestivamente intervenuti, e se quella delibera non fosse stata superata e corretta, l’ospedale di Cariati, oggi non avrebbe i parametri necessari che invece possiede, per l’inclusione nella rete regionale ospedaliera. Quanti sperano di ottenere consenso affermando grossolane inesattezze sapendo di mentire, se ne facciano una ragione, i loro “giochetti” non riusciranno né ad intercettare il consenso dei cariatesi, né a spaccare quel processo unitario e coeso intrapreso a livello territoriale da questa Città e da questo Sindaco”.

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