Nazionale? Si scelgano bene gli uomini! 

Occorre un garante del progetto

Con le dimissioni di Rino Gattuso, per le quali sinceramente mi spiace, si apre un nuovo capitolo. Naturalmente va ricordato che il tecnico calabrese è salito su un treno in corsa, accettando un’eredità incandescente e consapevole fin dal primo istante del rischio spareggi. 

Veniamo ai fatti. Il fallimento del terzo Mondiale mancato ha radici molto lontane e poggia su aspetti vari e particolari. Ora bisogna voltare pagina. Attentissimi, più che mai, a non sbagliare scelta. Non sarà, infatti, una semplice successione, bensì una ricostruzione obbligata e lunga. 

Non occorre solo un tecnico sulla panchina, ma un garante del progetto. Cioè una figura che sappia restituire credibilità a un movimento in crisi da troppo tempo. Si punti a un piano ambizioso e sull’orgoglio distrutto da tre Mondiali persi. Cosa di non poco conto.

Lo scenario deve far riflettere su aspetti che vanno oltre il rettangolo di gioco. Servono spunti manageriali coesi e funzionali a rifondare un intero sistema, attraverso la nazionale, e le nazionali minori, che rappresentano la massima espressione. Ci auguriamo, allora, un progetto che ricostruisca uno spirito vincente e punti alla credibilità da ridare al mondo del pallone. 

Nicola Campoli

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