MA A ROMA LA VOLONTÀ POLITICA LATITA SENZA UN ADEGUATO SUPPORTO PARLAMENTARE

di Fabio Pugliese, Ex Presidente dell’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106”

La risposta chiara e circostanziata della Direzione Generale della Mobilità e dei Trasporti della Commissione Europea sul Recovery Fund, ottenuta con merito dall’Organizzazione di Volontariato “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106”, ha spiegato non solo il perché quando parliamo di ammodernamento della S.S.106 Jonica siamo di fronte a una questione ancora irrisolta ma anche l’insieme dei nostri limiti calabresi, del nostro modo di discutere, di organizzarci, di selezionare la classe dirigente a ogni livello in Calabria.

La prima verità da dirci forse è anche la più scomoda: si possono utilizzare i Fondi del Recovery Fund (27 miliardi per la realizzazione di infrastrutture), al fine di ammodernare, attraverso la costruzione di un nuovo tracciato in collina, la Statale 106.

Certo, vi sono delle condizioni. Innanzitutto bisogna accompagnare al progetto dell’Opera «dettagliate misure attenuanti per quanto riguarda l’attenzione verso il cambiamento climatico, la prevenzione e la riduzione dell’inquinamento e la transizione verso un’economia circolare». Poi è necessario che l’Opera che si vuole realizzare sia compresa nella rete TEN-T: ovvero faccia parte delle Reti Transeuropee dei Trasporti.

Nella Rete TEN-T Comprehensive vi è in Calabria solo un tratto della Statale 106 compreso tra Rocca Imperiale e Catanzaro Lido. Anche qui vi è una ingiustizia profonda: perché manca il tratto compreso da Catanzaro Lido fino a Reggio Calabria? Questa è una vergogna che pesa senza dubbio sulla rappresentanza calabrese in seno al Parlamento Europeo visto e considerato che per quanto attiene alla Regione Calabria fu proprio la Giunta Oliverio a chiarire nel Piano dei Trasporti Regionale (approvato dopo 20 anni), l’intenzione di includere l’intera Statale 106 nella Rete TEN-T colmando un limite fino ad allora determinante per ottenere questo obiettivo. Sono trascorsi ormai circa 4 anni ma quanti parlamentari europei eletti in Calabria si sono occupati di questo problema irrisolto ed incredibile? Nessuno!

Queste verità aprono ad altre verità scomode che dobbiamo dirci: le questioni irrisolte della Statale 106, che sono diverse e affondano nel tempo, sono figlie della noncuranza delle Istituzioni e, quindi, di una volontà politica che manca da sempre e che oggi continua a mancare ancora di più.

L’altra verità scomoda, pertanto, è proprio questa: «l’Intergruppo Infrastrutture Costa Jonica» che avrebbe dovuto unire i parlamentari di diversi schieramenti politici in modo trasversale al fine di ottenere «infrastrutture moderne e sicure, degne di questo nome e capaci di tutelare il diritto alla mobilità di tutti i cittadini ma anche per dare impulso allo sviluppo della fascia jonica sotto il profilo sociale, economico ed occupazionale» nella realtà non è stato altro che un “non luogo” nel quale i nostri parlamentari si sono uniti (fatto, questo, positivo), ma solo per nascondere e per giustificare meglio una grande occasione che anche grazie a loro tutti noi abbiamo perso.

Un’altra verità scomoda è questa: la distanza tra i parlamentari e la gente comune che vive i disagi è immensa a tal punto che è sembrato più facile nascondere e confondere che fare il proprio dovere di rappresentanza magari cercando di coinvolgere attivamente i cittadini, mobilitandoli, informandoli al fine di renderli degli ottimi alleati in una battaglia politica contro lo stesso Governo di cui si faceva parte ma, più in generale, contro il “manovratore” o, se preferite, quella volontà politica di ammodernare la Statale 106 che a Roma manca e continua a non esserci ancora oggi e non ci sarà chissà per quanto tempo ancora.

Così oggi, dopo queste verità, il tema resta questo: qual è lo sguardo che il territorio della costa jonica calabrese alza sul mondo che ci sarà quando la Pandemia sarà superata? Il divario tra i nostri territori e le altre regioni del Sud, l’Italia e l’Europa dopo gli investimenti del Recovery Fund sarà diminuito oppure sarà cresciuto? Riusciremo a sfruttare il contributo dell’Europa per diventare attori di un processo di sviluppo? Saremo in grado di far cambiare i sentimenti che la parte più larga della società italiana legittimamente nutre nei confronti dei calabresi e della Calabria? C’è la volontà di assumersi delle responsabilità in questo passaggio drammatico della storia? Si è disposti a lanciarsi in un esercizio di enorme spericolatezza oppure saranno più forti le paure di un fallimento? Si può dire chiaramente una volta per tutte che è necessaria una classe politica competente perché se non lo è non sarà mai credibile e capace di assumersi pienamente delle responsabilità? Infine, dobbiamo chiederci se abbiamo veramente voglia di cambiare: siamo pronti a misurare i nostri rappresentati politici sotto il profilo dei risultati collettivi e non dei benefici personali che potranno portare ad ognuno di noi?

Quest’ultima domanda riguarda un punto di fondo dal quale si transita fuori o dentro al futuro. Il nodo è semplicemente cosa oggi scegliamo noi. Nella limpidezza di una visione. Nel cuore di una tempesta perfetta. C’è la possibilità di segnare una svolta destinata a lasciare una traccia a chi verrà dopo di noi.

Io dico, proviamo – almeno proviamo a cambiare tutto: partendo dall’idea che la scelta politica di non ammodernare la Statale 106 è purtroppo condivisa da molti “nostri” parlamentari.

Ing. Fabio Pugliese

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