Lunedì prossimo, i sindaci del territorio, occuperanno simbolicamente l’ospedale

– Lunedì prossimo, a partire dalle 10, i sindaci del territorio, fascia tricolore in bella vista, occuperanno simbolicamente l’ospedale “Vittorio Cosentino” per far desistere la politica che “conta”, spiega una nota di Palazzo Venneri, “da ogni atteggiamento di spoliazione sia in termini di mezzi che di uomini”. La manifestazione, “che non vuole in nessun modo creare disfunzioni o disservizi alle attività del nosocomio, vuole rappresentare, al contrario, un segnale, per la regione Calabria, dell’impegno delle amministrazioni comunali nel difendere la struttura, da sempre presidio sanitario per l’intero Basso Jonio”. Insomma, i primi cittadini non accettano “che si proceda ad una chiusura sostanziale dell’ospedale che, nei disegni di qualcuno, dovrebbe facilitare, in una seconda fase, la cessazione formale dello stesso”. Lo scopo della manifestazione è quello, commenta il sindaco di Cariati, Filippo Giovanni Sero, “di riaccendere i riflettori su una situazione che diventa ogni giorno più insostenibile. Io resto fortemente convinto che, con riguardo alla necessaria riorganizzazione della sanità calabrese, si debba uscire da una logica determinata dal pregiudizio verso le periferie e da una buona dose di ambiguità politica. Il nosocomio cariatese può e deve mantenere nel futuro assetto della Sanità regionale e territoriale il ruolo importante che ha svolto a partire dagli anni settanta, con una ovvia rimodulazione dei reparti e dei servizi in senso medico-riabilitativo”. Servizi che sono rimasti solo sulla carta, su quel documento sottoscritto solennemente in presenza del prefetto di Cosenza il 25 agosto del 2009, all’indomani di una clamorosa protesta popolare. Adesso, nelle ore della lenta agonia, al capezzale del “grande malato” qualcuno propone prescrizioni, terapie, rimedi, e cure che si limitano a combattere provvisoriamente i sintomi di una malattia senza scampo; altri (leggasi dirigenti, anche periferici, dell’azienda sanitaria di Cosenza) minimizzano la grave infermità: il malato non è poi così grave, anzi, sta quasi bene. E questo ricorda la storiella di quel medico che, non riuscendo a sfebbrare un suo paziente, adotta il sistema più semplice: rompere il termometro. La tensione è alta fra i “politici”, ed il sindaco teme “una stagione di forti agitazioni popolari”. Ma la gente mostra di aver perso finanche il gusto dell’indignazione e pretende solo chiarezza: “Basta coi giochetti. Se dovete farla finita muovetevi”. Il sindaco cariatese non si perde d’animo e si appella “al senso di responsabilità e di equità di chi oggi è chiamato ad assumere decisioni che, se non ben ponderate, rischiano di produrre una rottura irreversibile tra le istituzioni e i cittadini, stanchi di subire logiche e prassi che ne mortificano la dignità democratica”.

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