L’onestà di Fedez e l’ipocrisia della RAI e della politica

Mi è capitato spesso, l’ultima volta è stato in occasione del festival di Sanremo, di scherzare sul look e sul modo di fare musica del rapper Fedez, e tanto per essere chiaro e onesto ci tengo a precisare che al riguardo non ho cambiato idea: non ascolto il rap, che considero una forma di comunicazione ma non una forma di espressione musicale, e non condivido l’approccio all’estetica che da qualche anno induce così tante persone, soprattutto nel mondo dello spettacolo e dello sport, a trasformare il proprio corpo in una sorta di tappeto vivente spesso punteggiato di spilli, viti, anelli, palline e chi ne ha più ne metta, collocati un po’ ovunque con preferenza per le orecchie ma senza trascurare naso, sopracciglia, guance e lingua.

Detto questo, non esito però ad unirmi al meritatissimo applauso che ieri Fedez ha riscosso a seguito del suo forte, potente, spietato e documentato intervento in difesa del DDL Zan, che introduce l’aggravante per l’odio e la violenza nei confronti delle persone LGBT alla legge Mancino e che le destre, inclusi i renziani ma soprattutto i leghisti, e l’oscurantismo dei cattolici più reazionari stanno facendo di tutto per affossare in Senato dopo che è stato approvato alla Camera.

Ed applaudo anche all’atto di accusa che Fedez, prove alla mano, ha lanciato contro il tentativo di censura operato dai vertici di RAI3 per impedirgli di fare nomi e cognomi dei leghisti che si sono lanciati, recentemente, in affermazioni omofobe. Già il fatto che la RAI avesse voluto prendere visione preventivamente del suo intervento è inqualificabile: il servizio pubblico nazionale pretende di censurare il diritto di parola di un cittadino? Ma stiamo scherzando?

Il fatto è che siamo alle solite: il ministro Franceschini ha appena abolito la commissione di censura che per decenni ha sforbiciato, fino a proibirne la visione, innumerevoli opere cinematografiche e teatrali; ma quella censura che si può abolire nei cinema e nei teatri resta, inamovibile e inattaccabile, quando si tratta di mettere i politici davanti alle loro nefandezze: in questo senso, sì, in Italia c’è una casta intoccabile: tanto intoccabile che il tentativo di censura non è partito dai vertici di RAI2 o di RAI1, notoriamente roccheforti del pensiero leghista e forzista, ma da RAI3, in teoria l’emittente orientata a sinistra.

Continuerò a non ascoltare rap e a non approvare piercing e tatuaggi; ma sarò sempre pronto a difendere anche il più tatuato e inanellato dei rapper quando – preferibilmente parlando e non rappando – dirà cose che è legittimo, se non doveroso, dire; e dirle ad alta voce e davanti a tutti, che ai reazionari di destra e di sacrestia piaccia o no.

Bravo: dieci, cento, mille volte bravo Fedez.

Giuseppe Riccardo Festa

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