Lettera aperta alla Governatrice Santelli.

Alla sua attenzione non di politica, ma di figlia e mamma

Cara Jole,
la chiamo per nome perché voglio essere meno protocollare possibile. Non sono una sua elettrice e non sono simpatizzante di altre forze politiche, non avendo avuto lo stimolo ad apprezzarne alcuna nell’ultimo periodo. Sono rientrata da un anno al mio paese, Cariati, in provincia di Cosenza, dopo averlo lasciato da più tempo per motivi di lavoro. Una cittadina, la mia, che è un prototipo del degrado e del ritardo di una Calabria che annaspa in una condizione sociale agonizzante. Una cittadina sferzata dall’incapacità degli amministratori locali dell’ ultimo decennio, oggi senza sindaco effettivo, e da provvedimenti assurdi ed ingiustificabili dei governi regionali.

Cariati, sostegno indiscusso della sanità del basso Jonio cosentino e del nord crotonese, con l’unico ospedale, riferimento di oltre 200.000 mila abitanti, soprattutto dell’entroterra della presila ionica e crotonese. Un ospedale che la logica partigiana della politica ha chiuso per volontà di un Governatore incapace del suo partito, che l’ha preceduta e una zona che non ha avuto attenzione dall’ultimo Governatore distratto da altre manovre per poter pensare alla salute ed alle necessità vitali di realtà urbane come Longobucco, Caloveto, Cropalati, Bocchigliero, Campana, Savelli, Terravecchia, Scala Coeli, Mandatoriccio, Crucoli, Umbriatico, Torre Melissa, Cirò, Calopezzati, Pietrapaola, Mirto Crosia ed altre. Oggi che il Covid 19 fa tremare tutti, si scopre che l’Ospedale di Cariati potrebbe servire.

Oggi i politici nostrani invocano una parvenza di intervento per rendere l’ospedale di Cariati il Lazzaretto delle Regione. Ma dimenticano il bisogno di tanti cittadini che ordinariamente non trovano risposte adeguate da dieci anni per la loro salute e si affidano alla Fortuna o al Creatore, nella speranza di trovare risposte alle necessità ed ai bisogni che non possono essere soddisfatti da una situazione vergognosa di abbandono sanitario. Governatrice Santelli i duecentomila calabresi del basso Jonio Cosentino e del nord Crotonese non possono sperare nel Coronavirus per ricevere l’attenzione che è dovuta loro per principio costituzionale. Non hanno bisogno di un luogo rifugio provvisorio di un’epidemia, ma di un Ospedale che riapra per necessità di un’area abbandonata e sottodimensionata per servizi sanitari primari.

Alla sua attenzione non di politica, ma di figlia e mamma, per tanti anziani abbandonati e per tanti bambini poco garantiti da una sanità inesistente che sfida centinaia di kilometri ogni giorno, per trovare la disponibilità di un presidio sanitario che li accolga nel rispetto dei principi umani e costituzionali. Un colpo di reni per cancellare la sciagurata decisione del suo predecessore, che ha chiuso l’Ospedale di Cariati, nella certezza che darà risposte a tanti cittadini che oggi girovagano spesso in un’ambulanza senza meta, a tanti cittadini che dai paesi più interni sono sballottati tra Corigliano-Rossano, Castrovillari, Cosenza, che non li accettano, ormai saturi ed in oggettiva difficoltà. Darà un segno di speranza a tanti, come me, che non credono più alla politica ed alla vergognosa corsa per accaparrarsi il primato nella rivendicazione di un successo che tarda a venire.

A Lei il dovere-diritto di dimostrare la sua attenzione ad una zona orfana di rappresentanti capaci che non sano stati in grado di cancellare il brutto ricordo della gestione sciagurata di Scopelliti responsabile della chiusura dell’Ospedale di Cariati e le distrazioni di Oliverio insensibile verso un territorio che lo aveva gratificato con i consensi elettorali. Un colpo di reni oltre ogni appartenenza politica per il rispetto verso i suoi cittadini calabresi tagliati fuori per troppo tempo dalla normale ed ordinaria civiltà. Non alimenti le squallide velleità di chi partecipa, in Cariati, ad una ridicola ricerca di una referenzialità perduta nel passato.

Coraggio, Presidente, autonomamente, dopo avere oggettivamente esaminato i diritti di una parte significativa della sua Regione, chieda e disponga che l’Ospedale di Cariati merita attenzione, per la sua oggettiva e documentata storia sanitaria, per la sua collocazione geografica, per il ritardo strutturale degli ospedali della zona Ionica, per le difficoltà dei centri montani. Non corra anche Lei dietro gli equilibri squilibrati che hanno travolto la sanità calabrese.

Ci contiamo in tanti e saremo paladini delle sue personali determinazioni.

Maria Scigliano (Insegnante scuola primaria – Cariati)

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