Lettera alla redazione. Considerazioni di una lettrice.

GENTILE DIRETTORE. Le chiedo di ospitare sul suo sito, questa mia riflessione su uno dei candidati a sindaco. Confidando nel vostro spirito di servizio resto fiduciosa.

Caro AVV. Greco, anzi, cara Filomena

Ho deciso di scriverti una lettera aperta, qualcosa che tutti potranno leggere, non per una sorta di strategia pubblicitaria (come molti penseranno) ma perché credo che sia giusto nonché doveroso che tutti leggano quelli che sono i pensieri, le paure e le speranze che una giovane cittadina cariatese prova in un’epoca come la nostra, in un piccolo ma bellissimo Paese come il nostro. Lo faccio in forma anonima; questo perché non voglio che al mio nome siano associati pensieri (opportunistici) che vadano al di là della semplice riflessione che qui voglio fare.

Come ti dicevo, sono una giovane cittadina che, proprio come te, può definirsi una cariatese DOC nonostante sia nata all’estero; sono una giovane studentessa laureata e fiera di averlo fatto (per SCELTA) a centoventi kilometri da casa, dal mio mare, dalla mia gente, dalla mia Cariati. Ho avuto,quindi, lo straordinario privilegio di vivere i miei anni universitari fra la brezza del mare settembrino e il calore della mia famiglia,  privilegio di cui purtroppo non credo di poter godere ancora per molto tempo viste le condizioni del nostro borgo.

Ebbene sì, faccio parte di quella generazione costretta a volare da un posto all’altro, con un bagaglio colmo di sogni e qualche ricordo da mettere su un mobiletto in un appartamento da 30mq, quella generazione che costa 500 Euro al mese (ad essere positivi) e ne spenderà più della metà per pagarsi una stanza. Insomma, l’ennesima figlia che Cariati perderà, l’ennesimo fallimento di una classe dirigente indifferente alle aspettative di noi giovani.. perché noi giovani siamo il futuro, siamo le albe di domani.

Tu sei la vera speranza o, per meglio dire, la vera Alternativa possibile in un ambiente ormai privo di alcuna limpidezza.. perché chi ci ha ridotti così non è degno di potersi definire limpido o pulito, almeno non con la propria coscienza. Mi chiedo cosa racconteranno domani, queste persone, ai loro figli; cosa diranno e cosa proveranno nel momento in cui li vedranno partire altrove.. ma questi, cara Filomena, sono pensieri forse troppo ingenui; perché i loro figli non andranno via, magari “troveranno” magicamente lavoro qui. Ecco, è con questa consapevolezza, è con questo pensiero, è con questa rabbia, che scrivo: perché noi, noi figli della Cariati onesta e lavoratrice, noi che non siamo mai scesi a compromessi, dobbiamo andare via come ladri? Perché, purtroppo, il nostro viaggio è una ragione di sopravvivenza indotto da un mondo diseguale dove i ricchi sono molto più ricchi, mille volte più ricchi, del primo dei poveri.

Le tue parole, le tue feste all’aperto, le tue espressioni semplici e genuine, il tuo sorriso così familiare , mi hanno regalato in questi giorni qualche minuto di sollievo, una piccola grande speranza di poter restare qui e di vivere in una Cariati migliore, in una Cariati in cui sarà possibile dare alla luce nuove vite. Io ci credo e sono fortemente convinta che la maggior parte dei miei concittadini ci crede a quest’impresa; ne è testimonianza la marea di gente che è rimasta in piedi due ore e mezza, sotto un palco, fino a tarda sera, per sentirti parlare! Questo è il segno più evidente di tutti, è segno che Cariati ha bisogno di speranza.. vuole, cerca disperatamente, un barlume di speranza.

Sai, cara Filomena, io credo alla teoria del caos. Nessuno ha deciso di nascere in una famiglia ricca o povera, bello o brutto, alto o basso, in Kenya o in Francia, in Pakistan o in America. Io, ad esempio, non ho scelto di nascere in una semplice famiglia monoreddito, in Calabria, e di far parte di quella squadra del 46%, quella dei disoccupati italiani a cui politiche affaristiche ineguali, come quelle che stanno caratterizzando la politica cariatese, sta rubando il futuro. Diversamente, credo nella libertà di scelta, credo alle valide ALTERNATIVE, credo nella possibilità di riscatto, credo a quei VALORI che i soldi, la ricchezza e il prestigio non potranno mai valutare né comprare quali il rispetto e la dignità delle persone.. ed i cariatesi, NON SONO e NON SARANNO MAI IN VENDITA!

Ciò che mi sento di dire, concludendo, ai miei concittadini, ai miei coetanei, ai giovani che ancora si emozionano camminando per le strade in cui sono cresciuti, è che non è mai troppo tardi per sognare una Cariati migliore, non è mai troppo tardi per fare una scelta che potrebbe essere determinante per il nostro futuro.

C’è chi alla teoria del caos deve tanto, forse tutto, cara Filomena. Io, invece, vivo nella consapevolezza che nulla, da qui in poi, sarà lasciato al caos con te, con te come Sindaco di Cariati.

Grazie, Filomena!

Grazie della speranza che ogni giorno mi trasmetti, grazie di credere in noi, grazie perché stasera andrò a letto con un motivo in più per sorridere.

E. E. A.

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