Le opinioni di Nicola Campoli: A Cariati si sta perdendo una grossa occasione. E non so se il tempo è ormai scaduto.

Sono settimane che seguo con attenzione, a distanza e direttamente in loco, la vicenda di Cariati con tutte le sue immancabili sfaccettature. Complice la famiglia in vacanza, infatti, provo a comprendere il perché di tanto degrado urbano e il perché dell’immobilismo estremo della governance locale. Come si è arrivati a formare un quadro così triste e disastroso. Boh! Confesso che è un mistero. Eppure, un po’ per il lavoro che svolgo e un po’ per quello che ricavo dallo stato generale in cui staziona il nostro amato Paese, ho piena consapevolezza delle difficoltà di amministrare un piccolo ente locale, quanto il Comune di Cariati. Ma, a Cariati c’è qualcosa che mi sfugge. Che, forse anche per la non familiarità delle logiche più di territorio, non riesco a valutare a fondo. A tutto ciò, c’è una giustificazione che ritengo però travalica. Mi riferisco al poco rispetto per la comunità dei residenti e dei turisti. Persone che vivono la quotidianità per 360 giorni l’anno e per periodi più brevi. Vengo al dunque. Siamo davanti a un contesto raccapricciante. L’abbandono più totale del decoro urbano, salute pubblica, viabilità, potabilità dell’acqua, mare, igiene e sicurezza, e altro. Situazioni che si sono manifestate da tempo. Molti hanno segnalato le criticità. Chi in tono più polemico, chi in modo molto sereno e obiettivo. Come ha fatto il sottoscritto da “forestiero” e come hanno fatto tanti altri amici turisti. Purtroppo, l’Amministrazione comunale si è mostrata assente e poco reattiva. Ferma. Nessuno che ha provato a “buttarsi” nella mischia, lanciando il cuore oltre l’ostacolo. Forse si è dovuti arrivare al limite massimo, vedi protesta pubblica, per vedere in questi giorni muovere qualcosa. Tentativi che lasciano il tempo che corre. Allo scopo di ridare un minimo di dignità al luogo e alle persone. Non va bene così. E’ sbagliato. Dov’è il “possibilismo” dell’Amministratore pubblico, che davanti a muri insormontabili tende una mano alla comunità che amministra? Insomma, non ci vedevo nulla di male, che davanti alle impossibilità economiche, l’attuale Giunta del Sindaco avv. F. Sero, lanciasse alla gente di Cariati, e in particolare ai suoi elettori, un SOS. Semplice. Un aiuto fondato su un patto franco con le persone. Qualcosa che andasse a stimolare l’orgoglio dei cariatesi che ne hanno tanto, quanto la gente del Sud Italia. L’amore e il rispetto per il proprio paese. Forse non tutti, un po’ adirati avrebbero risposto all’appello, ma una minima parte penso proprio di sì. Ecco, questo poteva rappresentare un segnale, su cui costruire un nuovo rilancio di chi oggi governa Cariati. Sicuramente in tanti avrebbero visto nel gesto un passo indietro degli attuali Amministratori pubblici. Io no. Di questi tempi, davanti a queste situazioni davvero complicate e critiche, le Amministrazioni comunali che si mostrano aperte al dialogo e al confronto con la gente, sicuramente alla distanza ne escono più forti e coese. Si arricchiscono internamente di valori morali e civici. Oltre che del fabbisogno, giorno per giorno, di anziani, giovani, bambini e di tutto il resto della popolazione. Sapere indirizzare l’attivismo civico dei propri cittadini, rappresenta il futuro “possibile” per chiunque ha piacere di porsi a servizio della propria comunità. Per me, quindi, a Cariati si sta perdendo una grossa occasione. E non so se il tempo è ormai scaduto. Nicola Campoli

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