“L’AEREOPLANINO” CADE CON L’AUSTRALIA, GERMANIA A VALANGA. IMPATTANO OLANDA E GIAPPONE, COSTA D’AVORIO FORTUNATA

 

AUSTRALIA – TURCHIA 2 – 0 (Irankunda, Metcalfe)

– Il match di Vancouver dimostra ancora una volta come il calcio non sia mai, ripeto mai, un gioco di numeri, statistiche e banale aritmetica, infatti gli uomini di Montella hanno sì sfiorato addirittura il 70% di possesso palla e creato occasioni in serie, dominando larghi tratti della partita, ma è altrettanto vero che l’Australia non ha demeritato e si è guadagnata la vittoria.

Troppo sprecona la favorita Turchia, infatti, che forse contro una nazionale che aveva perso più partite di qualsiasi altra squadra nelle ultime 5 edizioni dei Mondiali pensava erroneamente di avere vita facile. Ma il mondo, non soltanto del calcio, è cambiato e perfino squadre come l’Australia o Haiti possono dare del filo da torcere a chiunque. Montella lo ha imparato a sue spese, visto che adesso la situazione è già un po’ compromessa, considerando anche lo strapotere Usa nel girone D.

Come detto per i primi 26 minuti c’è solo la Turchia in campo, che comunque al di là di un gran possesso palla combina pasticcia parecchio, poi all’ improvviso la fiammata australiana su una ripartenza. Su un lancio al centimetro di Okon-Engstler lo strapotere fisico di Irankunda torna utile, resistendo a Demiral supera il portiere turco con un gran tiro. È 1-0, ma non per i sultani.

Certo, va detto che i turchi sono anche sfortunati, perché tra pali e occasioni sprecano tanto, ma i “Socceros” nel secondo tempo riescono timidamente ad affacciarsi in avanti e non si affidano unicamente alle ripartenze contro “l’assedio ottomano”, non per caso ecco il raddoppio con Metcalfe, che milita in quel St. Pauli di Amburgo appena retrocesso come ultima squadra della Bundesliga, ma è comunque abile dopo un rimpallo a liberare un potente quanto preciso sinistro dal limite sul quale forse Cakir poteva fare qualcosina in più. Sì perché il tiro è preciso, vero, però l’estremo difensore turco sembra partire con un attimo di ritardo. Finisce così e adesso Montella, con gli Stati Uniti e un Pulisic in forma smagliante, avrà un bel da fare per non tornare subito a casa deludendo Erdoğan.

GERMANIA – CURUCAO 7 – 1 

– Houston, abbiamo un evento: il primo gol ai Mondiali di Curucao, un’isola di poco più di 150mila persone, nonché partecipante più piccolo di sempre a un Mundial, che per quasi un tempo mette paura ai panzer tedeschi pareggiando.  A fare lo storico gol, sicuramente raccontato per anni, è un ex ragazzino della Juventus U23: tal Comenencia.

Eccoli, i più simpatici del torneo: quelli che arrivano con un vecchio scuolabus e una cassa per la musica e ballare con tutti e tutti. Il sogno dura 45 minuti, poi sarà una scontatissima goleada, ma è stato bello sognare.

OLANDA – GIAPPONE 2 – 2 (V. van Dijk, Summerville, Name, Kamada)

– Il match tra gli olandesi e i nipponici comincia con uno scambio tutto italiano, grande azione in area di Malen contro Suzuki (Roma – Parma), che non porta grandi effetti, se non molta paura sugli spalti per i tifosi giapponesi.

Poi la partita va avanti a velocità diverse: i primi 25 minuti, dopo lo spunto di Donyell Malen, il match si accende, tuttavia il primo tempo termina comunque a reti bianche. Succede tutto nella ripresa: dopo appena 6 minuti la sblocca Virgil van Dijk per l’Olanda, ma il Giappone ha il merito di non arrendersi, caratteristica eterne del paese del Sol levante, dunque dapprima la pareggia con un gran destro dal limite dell’area di Nakamura (deviato), per poi vedere nuovamente il vantaggio “orange” grazie a Summerville che angola il suo tiro. Tuttavia i nipponici, mai domi, a un minuto dalla fine pareggiano i conti con Kamada. Finisce 2 a 2, un punto per uno non fa male a nessuno.

COSTA D’AVORIO – ECUADOR 1 -0 (Diallo)

– Questa partita è la prova che nel calcio come nella vita ci vuole anche il “fattore C”.

Infatti in un match di grande intensità e dopo un primo quarto d’ora dove le squadre più che altro si studiano, l’Ecuador alza i giri del motore e assume il controllo del match colpendo pali e traverse (ben 3 legni totali), eppure saranno gli africani a beffare i rivali con il classico gol al ’90, in zona Cesarini. Rete pesantissima di Diallo, che raccoglie un cross basso di piatto e la mette. Vittoria fondamentale quanto immeritata e soprattutto sofferta.

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