Brevi notizie storiche
di: MAURO SANTORO

In fondo a destra l’area di deposito dei legnami trasportati con la teleferica e che poi erano imbarcati per essere scaricati al porto di Taranto.
Il deposito coincide all’incirca con l’attuale luogo occupato dall’ex campo sportivo.
Ho letto con attenzione e molto piacevolmente l’articolo apparso lo scorso 7 luglio a firma di Antonio Loiacono, dal titolo molto creativo: “La Teleferica che unì la Sila al mare: Quando i carrelli volavano su Scala Coeli !”
In effetti, l’autore ripercorre un breve tratto di storia che ha riguardato anche il comune di Scala Coeli e che Loiacono colloca nel periodo intercorrente tra il 1930 ed il 1940. Notizie e circostanze che hanno riguardato un significativa e imponente infrastruttura che per decenni ha inciso positivamente sulla economia dei paesi su cui era stata costruita (Savelli, Campana, Scala Coeli e Terravecchia) ma, principalmente, ha contribuito alla crescita sociale, economica e finanziaria di Cariati, la stazione finale presso cui confluiva tutto il legname proveniente dai boschi della Sila.
Una ricchezza forestale che, dalla stazione iniziale della teleferica posta a Mezzocampo, nel comune di Savelli, in ultimo, con una grande quantità di legname, arrivava ed era ammassata prima nel pressi della stazione ferroviaria per essere caricata e trasferita con molti vagoni ferroviari; altro legname, invece, era poi trasferito nel deposito realizzato nei pressi della spiaggia di Cariati per poi essere imbarcato e trasportato via mare prevalentemente a Taranto.
Tuttavia, molto positivamente, Loiacono con il suo scritto contribuisce a svelare parte di una microstoria locale che, letta con le altre informazioni e notizie sino ad ora emerse, aiutano a tracciare un percorso del condiviso passato dei nostri paesi ma che, sicuramente e a pieno titolo, è parte integrante della storia d’Italia.
Antonio Loiacono nella sua ricostruzione riferisce che la storica Teleferica è stata costruita negli anni ’30 dalla Ditta genovese di Ettore Nasturzio. Molto probabilmente, la ditta citata in effetti era la società che nel periodo indicato gestiva l’impianto teleferico denominato Mezzocampo – Cariati e, presumibilmente, subentrata nella gestione alla precedente società Scaziota-Bombini inadempiente ai doveri contrattuali.

In alto sono visibili:
I cavi traenti della teleferica
La carrucola con il gancio per i carrelli
Documentazione d’archivio, già edita (1), in realtà evidenziano le circostanze storiche che di seguito si riportano:
L’attrattiva della stazione ferroviaria
Una rilevante attività economica, con conseguente indotto produttivo e manifatturiero, era rappresentata dal consistente afflusso di legname che dalla Sila era trasportato nella marina cariatese nei pressi dell’attuale stazione ferroviaria. L’imponente infrastruttura su cui viaggiavano i tronchi e le tavole era costituita dalla teleferica Mezzocampo – Cariati che, dall’omonima località nel paese di Savelli, attraversava i territori di Campana, Scala Coeli e Terravecchia fino a Cariati Marina.
L’importante e imponente teleferica era stata realizzata alla fine del primo conflitto mondiale e affidata alla gestione della società Sila-Savelli. Nella costruzione dell’innovativo impianto di trasporto furono impiegati anche tanti prigionieri austro-ungarici. Nella località Mezzocampo, dopo il 1914, si era trasferita la prima segheria sorta a Savelli in quell’anno perché in quel luogo vi era una vasta foresta di pini; l’opificio di trasformazione dei tronchi era gestito dalla società Straziota, probabilmente e forse coincidente con il successivo modificato cognome Scaziota.
Il 10 aprile 1928, il prefetto di Cosenza invitava i podestà dei paesi di Campana, Scala Coeli, Terravecchia e Cariati ad emettere ordinanza di sospensione delle attività esercitate dalla ditta Scaziota-Bombini di Cariati, subentrata nella concessione per la gestione dell’impianto alla società Sila-Savelli, poiché inadempiente per le gravi irregolarità rilevate e non sanate, neanche, dopo la proroga del 1925. I rilievi mossi si riferivano ai lavori da eseguirsi nei quattro tratti in cui la teleferica sovrastava la Strada di 1A classe n. 98 – poi Strada Statale 108 Ter-Silana di Cariati e oggi Strada provinciale SP 260.
Opere che la Scaziota-Bombini, per quanto previsto nell’articolo 4 – lettera B – della concessione sottoscritta, doveva eseguire entro un mese e consistevano nella esecuzione di quattro nuovi ponti protettori per evitare che il legname trasportato sui carrelli della teleferica potesse rovinare inavvertitamente sulla carreggiata. Erano ritenute opere necessarie ed urgenti per garantire la sicurezza dei mezzi e dei cittadini che vi transitavano; in caso di inadempimenti la convenzione prevedeva, perciò, la sospensione dell’esercizio di funzionalità della teleferica.
In effetti, era accaduto che il Genio Civile di Cosenza aveva relazionato al prefetto sulle inadempienze della ditta concessionaria Scaziota-Bombini e sulla circostanza che diverse volte la stessa ditta dovette intervenire per la esecuzione di lavori per rafforzare alcuni cavalletti di sostegno delle funi traenti, né si era provveduto a spostare le stazioni, soprattutto quelli che attraversavano le strade e gli abitati, per garantire la sicurezza pubblica.
Perciò, il Comm. Dott. Agostino Guerresi, allora prefetto di Cosenza, disponeva che i podestà di Campana, Scala Coeli, Terravecchia e Cariati dovevano emettere apposita ordinanza di sospensione dell’esercizio della teleferica fino a quando la Scaziota-Bombini non avesse provveduto ad eseguire e completare i lavori di messa in sicurezza dell’impianto di trasporto. La stessa società era invitata a versare la somma di 400 lire necessaria al pagamento della trasferta del funzionario del Genio Civile che sarebbe stato incaricato ad eseguire i sopralluoghi e la verifica dei lavori fatti.
Il prefetto, concludeva che senza la esecuzione di tali adempimenti la teleferica non avrebbe potuto funzionare.
Le stazioni dei Carabinieri presenti nei paesi interessati erano invitati a sorvegliare e verificare se si fosse adempiuto.

Il 30 marzo 1939, durante la sua visita in Calabria, il duce del fascismo Benito Mussolini si fermò per un saluto alla popolazione cariatese.
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Allo stato non si dispongono di notizie storiografiche certe che indicano fino a quando l’impianto teleferico funzionò. Dalle circostanze riportate in precedenza si potrebbe desumere che la storica teleferica Mezzocampo – Cariati fu utilizzata e trasportò legname fino alla fine degli anni 40 e gli inizi degli anni 50 del 1900. Prevalentemente il decadimento dell’impianto si può ipotizzare sia dovuto a due fattori:
Il primo è relativo alla vetustà di un impianto imponente che aveva più di venti anni di vita e che oramai, per la precarietà delle torri e dei cavi traenti, non garantiva più adeguata sicurezza e sicuramente necessitava di continue e dispendiose riparazioni.
Il secondo punto che, forse, ne determinò il definitivo abbandono fu il miglioramento ed il potenziamento della Strada di 1A classe n. 98 – poi Strada Statale 108 Ter-Silana di Cariati e oggi Strada provinciale SP 260, in aggiunta allo sviluppo industriale e la maggiore disponibilità di mezzi di trasporto su gomme – come si direbbe oggi -. Infatti, tanti camion di proprietà di piccole ditte locali incominciarono a trasportare le tavole e i tronchi, in sicurezza, e in maggiore quantità.
A titolo di curiosità si riporta la notizia raccontata da alcuni anziani di Terravecchia e riferisce che alcune torri furono definitivamente distrutte da un vasto incendio che divampò nel territorio di Terravecchia e Scala Coeli agli inizi del 1950.
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Come gli attenti lettori di Cariatinet.it hanno potuto constatare leggendo i due brevi contributi citati, in essi si evidenzia e si riassume la circostanza che spesso, tanti fatti e vicissitudini, arrivano alla conoscenza delle odierne generazioni solo se gli sforzi della ricerca storiografica condotta dai diversi autori e appassionati riescono a portare a conoscenza di tanti concittadini notizie ed avvenimenti del passato che, in effetti, letti unitariamente costituiscono la storia dei nostri paesi e della nostra nazione Italia.
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(1) = TESTO AMPLIATO E TRATTO DA: L’autarchia tessile del regime fascista – Il ginestrificio di Cariati (1935-1943) – Editoriale Progetto 2000 – 2014; ha ricevuto il premio Cassiodoro della Universitas Vivariensis (Cosenza).
E’ vietata la riproduzione, con qualsiasi procedimento, della presente ricostruzione storica o parte di essa senza il consenso dell’autore che si riserva tutti i diritti di copyright.
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