I miei ricordi personali, da cariatese acquisito, sull’antica Pasticceria Santoro risalgono a ben 35 anni fa. Di preciso, correva l’estate del 1990, mio primo “sbarco” nella ridente Cariati. Seppure i miei familiari, già dal lontano aprile 1982 – loro arrivo “pionieristico” a Cariati – frequentavano il luogo. Sempre ricambiati dal sincero affetto dei fratelli Santoro, in particolare di Antonio e Vincenzo, le due anime propulsive e generose del posto.
Due persone dal carattere diverso, ma con un unico comune denominatore: l’amore per il proprio mestiere. La location agli inizi degli anni novanta era la stessa, sempre in piazza Cinquecento, cuore pulsante, inverno/estate, della “perla del mare Ionio”, tuttavia in spazi più ristretti, che poi si sono allargati negli accoglienti e nuovi locali confinanti, segnando un ri-inizio ricco di soddisfazioni.
La narrazione, però, di questo spazio storico di Cariati risale a cinquant’anni fa, quando nel febbraio del 1976 l’attività si avviò sotto la direzione del carissimo Vincenzo che, ricordiamo tutti, è stato anche un grandissimo e performante bomber della storica squadra di calcio locale, la gloriosa Cariatese, molto temuto dagli avversari per il suo estro imprevedibile in area di rigore.
Sulla qualità della pasticceria, nonché sul magico cappuccino e caffè, ci sono encomi che si susseguono a iosa. Attestati di stima e complimenti vivissimi da parte sia della intramontabile e affezionata clientela locale, che principalmente di turisti provenienti da ogni parte d’Italia e dall’estero, sempre bene accolti dai titolari. La bontà di quanto si consuma al banco o a casa, diretta conseguenza della gustosa pasticceria, subito si percepisce, apprezzando sia l’eccellente varietà dell’offerta – davvero molto particolare – e il tutto accompagnato, altresì, da una squisita gentilezza.
Insomma, entrare in questo storico scrigno della pasticceria locale, ritempra mente e palato. Un connubio unico che non può che far piacere. La cortesia poi del servizio supera ogni immaginazione. Si viene coccolati con estrema generosità, al punto di entrare da clienti ed uscire da amici. Anche per coloro che lo fanno per la prima volta.
Il traguardo dei cinquant’anni, che sarà festeggiato nel febbraio del 2026, rappresenta un momento significativo che merita di essere celebrato con gioia e gratitudine. Sono avvisati gli amministratori locali. Del resto, il prestigioso anniversario racchiude nobili sentimenti non solo per la persistenza del tempo, ma anche per un viaggio straordinario attraverso sfide, successi, innovazione nell’evoluzione della tradizione, che hanno segnato un’identità e un profondo radicamento dell’attività nella comunità e cultura cariatese.
Un nuovo capitolo, molto probabilmente, andrà ad aprirsi. Ancora non si sono definiti i confini, ma su una cosa siamo certi. Il patrimonio di conoscenze e l’antica arte della Pasticceria Santoro non finirà, ma continuerà a brillare ancora per un pezzo. Mi riferisco alla dolce storia, che lascia integra l’anima antica della Pasticceria Santoro, che in cinquant’anni ha saputo costruirsi un’identità tanto forte da diventare un simbolo di Cariati e dell’intero basso ionio cosentino. Non ci resta, quindi, che attendere i tempi perché la Famiglia Santoro resti sempre più protagonista di un’esperienza di gusto, storia e tradizione, volta a servire con passione i clienti, scegliendo sempre ottime materie prime e offrire prodotti di qualità su di un “tavolozza di sapori”.
Nicola Campoli
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