La Resistenza, la Liberazione, il 25 aprile del 1945.

Non credo di avere nessuno strumento (a partire da quelli culturali), per poterne parlare. Tuttavia, credo di poter affermare con assoluta convinzione e con certezza che nell’Italia liberata oggi c’è una regione, la Calabria, meno libera di altre! Probabilmente più di qualcuno penserà che sono pazzo e, forse, ha ragione. Mentre altri, invece, possono darmi ragione se dico che il ponte sul torrente Alaca, tra San Sostene e Sant’Andrea dello Jonio, il ponte Soverato-Beltrame, il ponte sul Gallipari, tra Isca e Badolato ecc. ecc. ecc. sono ancora lì a ricordarci il ventennio fascista ed, insieme, l’incapacità di una regione di cambiare e di cambiare in meglio ed, insieme, di essere libera… Libera davvero da un passato che in Calabria è ancora troppo presente! La Calabria ha sempre avuto e continua ad avere paura. La paura di cambiare. La Resistenza, la Liberazione, il 25 aprile del 1945, invece, furono figlie del coraggio di cambiare. Il coraggio che ancora oggi manca a noi calabresi. Ed il coraggio – diceva Manzoni – chi non lo ha non se lo può dare. Non è giusto nemmeno dire che è stata tutta colpa dei politici mediocri che abbiamo avuto ed abbiamo perché dovremmo riflettere sull’ipotesi che noi, gli elettori, probabilmente non siamo da meno così come non sarebbe un male ammettere che se i politici sono ladri è perché spesso i loro elettori sono ladri oppure vorrebbero esserlo. La gente per le strade è ormai delusa, arrabbiata, indifferente, lontana e distante. La gente è disaffezionata a tutto. La politica, soprattutto quella calabrese, di casa nostra, ha calpestato la dignità di chi non può difendersi. In questo 25 aprile 2014 la domanda è, quindi, la seguente: è meglio esserci come se fossimo già spariti oppure lottare e resistere per tornare ad esserci davvero? Sono convinto che oggi per ritornare a resistere, a cambiare ed a festeggiare il 25 aprile in Calabria non in modo retorico ma vero e profondo è quello di far rinascere una nuova alleanza con la coscienza della gente. Siamo ancora in tempo per cambiare e per decidere di non rimanere più indifferenti…. “Dici: «Per noi va male. Il buio cresce. Le forze scemano. Dopo che si è lavorato tanti anni noi siamo ora in una condizione più difficile di quando si era appena cominciato. E il nemico ci sta innanzi più potente che mai. Sembra gli siano cresciute le forze, ha preso una apparenza invincibile. E noi abbiamo commesso degli errori, non si può più mentire. Siamo sempre di meno. Le nostre parole d’ordine sono confuse. Una parte delle nostre parole le ha stravolte il nemico fino a renderle irriconoscibili. Che cosa è ora falso di quel che abbiamo detto? Qualcosa o tutto? Su chi contiamo ancora? Siamo dei sopravvissuti, respinti via dalla corrente? Resteremo indietro, senza comprendere più nessuno e da nessuno compresi? O dobbiamo sperare soltanto in un colpo di fortuna?» Questo tu chiedi. Non aspettarti nessuna risposta oltre la tua”. Bertolt Brecht BUON 25 APRILE Fabio Pugliese

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