La ‘ndrangheta c’è ed è nelle pratiche di favoritismo e clientelismo.

Abbiamo ascoltato con incredulità le parole del Sindaco Antoniotti sull’operazione “STOP” che ha implicato misure cautelari per numerose persone tra cui un consigliere comunale in forze alla maggioranza di centrodestra che governa la città. Non ci importa sciacallare sulla vicenda giudiziaria: le responsabilità individuali vanno accertate nelle sedi opportune ed il garantismo ci impone prudenza. A noi interessa però il dato politico. L’inchiesta non fa altro che certificare un sistema di potere politico-speculativo che denunciamo da tempo, in assoluta solitudine, un sistema che riguarda affari ed appalti: nessun rossanese si stupisce per tali denunce. Non ci aspettavamo e non ci auguriamo di certo le forche, anche perché siamo fortemente convinti che la vera pulizia delle istituzioni deve avvenire con la partecipazione popolare che tentiamo di costruire quotidianamente, non con le inchieste giudiziarie. Antoniotti però, senza alcun elemento concreto e sulla base di proprie supposizioni, ha manifestato nella sua veste di Sindaco nel Consiglio Comunale, quindi a nome di tutta la comunità, vicinanza al consigliere comunale indagato per estorsione di voti: un atto grave, fazioso ed autoreferenziale, che travalica la decenza istituzionale, da cui ci dissociamo pubblicamente ed a cui si è accodata la solita impalpabile “opposizione” consiliare. Ci chiediamo poi: come si può affermare di avere la massima fiducia negli organi giudiziari e dopo due minuti proclamare l’estraneità del Consigliere e dell’intero Consiglio dalle vicende criminali in oggetto? Altro che fiducia! Non vi è alcun rispetto nei confronti dei magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia che hanno svolto le indagini e che hanno ritenuto opportuno richiedere la custodia cautelare, né nei confronti del Giudice che ha valutato ed acconsentito alla richiesta. E perché, se è coinvolto un solo consigliere, che avrà tutto il tempo di dimostrare la propria innocenza, dichiarare l’estraneità dell’“intero consiglio comunale”? Le dichiarazioni di Antoniotti rappresentano il solito frullato di frasi fatte, lusinghe ipocrite, nei confronti della magistratura e attaccamento alle poltrone che sono diventate roventi. Dobbiamo poi ammettere che il Sindaco ci ha stupiti: ci ha colpito la facilità con cui nella sua veste istituzionale ha espresso vicinanza ad un indagato per reati tanto gravi e compromettenti, mentre qualche mese fa lo stesso Sindaco non ha espresso una sola frase, una sola vocale di vicinanza per 14 cittadini denunciati dalle Ferrovie dello Stato per aver difeso, proprio a Rossano, la dignità del territorio chiedendo il ripristino delle tratte ferroviarie a lunga percorrenza, nonostante gli fosse stato chiesto pubblicamente e nonostante numerosi primi cittadini (di ogni colore) abbiano manifestato la loro solidarietà. Per la credibilità delle Istituzioni di Rossano ci auguriamo che i coinvolti dimostrino la propria innocenza, ma contestualmente denunciamo che, indipendentemente da questa inchiesta, la ‘ndrangheta è annidata nelle pratiche di clientelismo e favoritismo che soffocano il territorio, nell’arroganza e nella mancanza di trasparenza nella pubblica amministrazione, elementi che si ripercuotono palesemente sull’economia e sulla qualità della vita dei cittadini. Il Movimento Terra e Popolo, crediamo a nome di tutta la comunità di Rossano e della sibaritide intera, manifesta piena solidarietà e vicinanza alle vittime dei reati accertati, alle vittime delle estorsioni, del pizzo, delle minacce e delle prevaricazioni, vittime che sono spesso persone silenti ed anonime, senza titoli da sfoggiare, costrette al silenzio per salvaguardare la propria famiglia, il proprio lavoro, la propria modesta attività.

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