La mia ripartenza sarà lenta: non sprechiamo la lezione del COVID-19

Cosa mi rende veramente felice?

 Il mio sabato è iniziato in ritardo. È l’ennesimo sabato di quarantena che mi godo in semplicità. A quest’ora nell’altra vita ero già per strada, rincorrendo impegni, distrazioni e attività. 

Cosa mi rende veramente felice? È una domanda, alquanto provocatoria, che mi aiuta a riflettere sulla vita che desidero intraprendere alla ripresa. Una volta che il confinamento sarà finito, ricominceremo a girare come prima? 

Storicamente questo non è mai accaduto o meglio non ha funzionato. È come ricostruire ai lati del fiume, dopo un forte straripamento, tutto ciò che c’era prima. Alla prossima piena si rivivrà lo stesso trauma.

Serve un nuovo approccio alla vita. Sia per quanto riguarderà gli aspetti economici, sociali e culturali, sia personali. Certo l’economia va rilanciata. Ma su nuove e diverse basi. Non deve ritornare l’iperconsumismo e iperattivismo. La società va in parte rallentata. 

Di conseguenza, vanno cambiate priorità e alcuni valori individuali. La socialità tra le persone deve prendere un’altra piega. I rapporti interpersonali andranno rivisti: migliorati alla base e nei particolari. 

E sarà uno sforzo individuale da fare, capendo bene cosa significhi dire “Noi”. Termine abusato e non praticato pre quarantena. In fondo non c’era, non c’è e non ci sarà un nemico da abbattere. Chi non lo farà non avrà compreso per niente il significato della lezione e, quindi, ne risponderà. 

Io mi sto organizzando per farmi trovare preparato. Guardo lontano all’orizzonte. Non aspetto nessuno al varco. Non ho battaglie da vincere. Avrò, prometto di farlo, la forza per far comprendere che il mio sarà un campionato molto diverso da chi non ha capito nulla. 

Se chiuderci in casa di botto è stato difficile e sconvolgente da superare, riaprirci al mondo sarà complicato e si chiederà a ciascuno una prova non facile da superare. Sarà uno sforzo individuale tremendo. Ma vale la pensa farlo, tenendo bene a mente che la litigiosità, la prevaricazione e ostilità non saranno trofei da conquistare. 

Nicola Campoli

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