La metro leggera arriva a Berlino. Il fumo negli occhi si ferma a Thurio

Sembra che la metropolitana di superficie, unico argomento realmente importante nel dibattito pubblico della sibaritide, non si limiti a congiungere Sibari con l’aeroporto di Crotone, ma di giorno in giorno il suo percorso si allunga vertiginosamente raggiungendo, almeno per ora, l’Università della Calabria. Una notizia di certo lieta per le centinaia di studenti che, però, nel frattempo, per affrontare gli esami di Luglio si affollano sugli autobus del secolo scorso che partono all’alba ed arrivano nel campus di Rende appena per le 8, giusto in tempo per prendere parte alle attività didattiche. È la politica degli annunci, o meglio, delle cornacchie. Da quattro anni a questa parte, appollaiate sui rami solidi di comuni e consigli regionali, questi sinistri volatili hanno gracchiato di continuo, sparandone di tutti i colori. Prima è stato il tempo dell’ospedale unico, il nuovo tempio della salute e della tecnologia che avrebbe vinto contro ogni gufo e speculatore politico (memorabile fu il comunicato di Giuseppe Caputo contro le “cassandre”) mentre, nello stesso tempo, chiudevano – col loro tacito consenso – gli ospedali di Cariati e di Trebisacce, riversando sui presìdi dell’area urbana centinaia di cittadini disperati e lasciando medici ed infermieri a combattere contro i mulini a vento. Strano: l’annuncio dell’ospedale unico non ha curato i malati ma i guadagni del progetto, sono certo, hanno curato la depressione di qualcuno. Poi è stato il turno del depuratore unico. Un progetto megagalattico e mega-inutile, con chilometri di nuova rete fognaria da costruire e decine di pompe di sollevamento da installare per collegare tutto il territorio alle nuove grandi vasche depurative di Insiti. Trenta milioni di euro, forse quaranta, e di certo non basteranno, ce ne vorranno di più e ancora di più. Nel frattempo un pezzo del centro storico di Rossano e buona parte delle contrade di Rossano e di Corigliano scaricano liberamente la fogna a mare, quasi con gioia dispettosa, ed i depuratori attuali, che andrebbero ristrutturati, continuano ad arrancare senza che nessuno intervenga. Strano: l’annuncio del depuratore consortile non ha purificato per miracolo le acque, ma sono certo che i finanziamenti per il nuovo depuratore faranno bene a qualcuno e che i posti di lavoro saranno affidati con accuratezza a cittadini che, in seguito, voteranno i candidati giusti. E ancora avanti con gli annunci: il tribunale, la differenziata, il porto turistico (il porto di Corigliano è troppo affollato dalle zanzare?), la bonifica di Olivellosa, le navi da Crociera (la Costa Concordia?), le navi spaziali, gli aerei supersonici e chi più ne ha più ne metta, fino ad arrivare alla metro leggera, cioè l’annuncio che dovrebbe far dimenticare a centinaia di migliaia di calabresi che questa classe dirigente di maldestre cornacchie ha permesso che venisse tagliata una tratta ferroviaria al giorno lasciandoci con le stazioni desertiche ed interrompendo uno sviluppo, seppur lentissimo, che era durato decenni. La sibaritide non può avere una sanità eccellente, una depurazione impeccabile, infrastrutture da ventiduesimo secolo? Io credo di si, deve averle, ha tutte le risorse necessarie per avere uno sviluppo vocazionale e proficuo, ma per farlo deve smetterla di accontentarsi delle briciole, deve smetterla di abboccare agli annunci e pretendere la realizzazione di ogni cosa al millimetro, fino al colore delle viti ed alla tonalità dei mattoni, soprattutto deve sostituire le cornacchie gracchianti con una classe dirigente libera e coraggiosa. Flavio Stasi

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