La campagna olearia a Cariati, potrebbe dare un boccata di ossigeno all’economia locale.

La campagna olearia appena iniziata potrebbe dare una boccata di ossigeno alla debole economia cariatese. La raccolta delle olive è iniziata con il suo carico di aspettative che si riferisce alla qualità, quantità e lavoro, attraverso l’utilizzo della manodopera, maggiormente femminile, per la raccolta del prodotto. Nei giorni scorsi i cinque frantoi oleari di Cariati hanno messo a punto gli impianti per essere subiti operativi, perché la raccolta deve essere effettuata a partire dall’inizio dell’invaiatura, cioè il cambiamento di colore del frutto che muta dal verde al violaceo ed infine diventa nero. La macinatura fa fatta, senza indugio, all’arrivo delle olive, perché più è breve il tempo tra la raccolta e la spremitura, migliore sarà l’olio. La produzione dell’olio mono varietale degli uliveti cariatesi, derivante dalla “Dolce di Rossano”, spalmati su una superficie agricola di circa 900 ettari, sicuramente sarà una grossa boccata di ossigeno, per le 160 aziende olivicole e le ottanta famiglie che coltivano direttamente i loro poderi, con un indotto di utilizzo di manodopera di circa 1000 addetti. Ciò servirà a sollevare la pur debole economia del territorio. Inoltre, l’ottima qualità di quest’olio, è ormai risaputa perché, attraverso gli studi sulla caratterizzazione morfologica e fisiologica di questa varietà autoctona si è potuto accertare che si tratta di una pianta con potenzialità produttive e qualitative interessanti, significative ed importanti, per le sue caratteristiche carpologiche, compositive ed organolettiche dell’olio. Ricordiamo che la Regione Calabria ha approvato la legge “Tutela e valorizzazione del patrimonio olivicolo della Calabria”, con lo scopo di migliorare lo standard di produzione e raggiungere il riconoscimento dell’olio Igp Calabria.

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