LA “GGHIOTTA” NEI MENU DEI RISTORANTI CARIATESI –

Ha il sapore della tradizione ed il gusto dei prodotti pescati nel nostro mare. Per prepararla serve poco, sia in termini economici (soli 26 euro per 5/6 porzioni) che di ingredienti (pesce azzurro, alici, sgombro, sarde spatola, anguille, un kilo di pomodori e uno di peperoni, una cipolla rossa, pane raffermo o fresine, olio extravergine d’oliva, basilico e aromi vari). Chi ha avuto la fortuna di assaggiarla non la dimentica e c’è chi scommette che si farebbero chilometri per emozionarsi attorno a questo piatto della memoria. Eppure, la “GGHIOTTA”, piatto tipico della tradizione marinara cariatese, sapientemente cucinato da mamme e nonne, nei ristoranti e trattorie del posto non si trova. Perchè? Ignoranza e comodità. Per Enzo BARBIERI, imperatore del food in Calabria, sono, questi, i motivi che portano i ristoratori a non mettere i prodotti a km0, territorialmente intesi, nel carrello della spesa ed in cima ai loro menù. Un ristoratore di Cariati che non porta in tavola LA GGHIOTTA – ha risposto alla riflessione stimolata dal fiduciario della condotta Slow Food Sibaritide Pollino Lenin MONTESANTO – è un cattivo ristoratore! Quando si usano prodotti del territorio, si spende meno ed il beneficio è per tutti. Andrebbe insegnato a chi opera nella ristorazione e nelle scuole. Così si investe nello sviluppo locale. E mentre si parla di BLUE ECONOMY, all’interno dello spazio dibattito della 3° RASSEGNA GASTRONOMICA DEL BUOPESCATO, nel secondo e partecipato giorno di degustazioni, cooking show ed incontri approdati nel Porto Turistico di Cariati, Giuseppe MONTESANTO, pescatore, tesse la sua rete. Emozionando tutti. È Cesare ANSELMI, segretario della condotta, a spiegare e raccontare ai numerosi intervenuti che quell’anziano marinaio è rimasto uno dei pochissimi a custodire e tramandare quest’arte. –Emozione, come quella su cui la politica dovrebbe focalizzare la sua attenzione insieme all’accoglienza, chiudendo anche culturalmente con la stagione dei bidelli e degli uscieri! (Gianluca GALLO, presidente commissione regionale ambiente). – Il consumatore deve essere considerato un co-produttore; il cibo come identità, autentico motore dell’economia. (Fabrizio DELLAPIANA, Slow Food Italia). – Consumare pesce di stagione e di piccole dimensioni significa mangiare bene e rispettare l’ambiente (Antonio D’ANTONIO, fiduciario condotta Slow Food Crotone). – Stop al disordine e all’approssimazione. Non possiamo tenere disordinata la costa rispetto allo spazio marittimo. L’Europa sta lavorando in questa direzione. (Mario PIRILLO, eurodeputato). – Cirò, città del Vino e di Lilio, ha detto no alla cementificazione della costa in località Marinella, investendo sul turismo sostenibile. (Mario CARUSO, Sindaco di Cirò). – Vino e produzioni tipiche, impossibile delocalizzare ciò che è strettamente legato al terroir. (Dorina BIANCHI, deputato). – Dobbiamo assumere e mantenere l’impegno con le nuove generazioni: consegnare i due mari Jonio e Tirreno, risorse per la Calabria, in condizioni ottimali per il futuro (Salvatore MARTILLOTTI, Presidente Lega Pesca Calabria). – BLUE ECONOMY è, quindi, il filo rosso che ha accompagnato gli interventi dell’AGORÀ alla quale ha portato il suo contributo e le sue provocazioni, anche Giovanni GAGLIARDI di vinocalabrese.it. – Trasporti, gap infrastrutturali, emergenza rifiuti ed assenza di servizi vanno affrontate senza tentennamenti ma senza pensare di congelare, nel frattempo, ogni sforzo teso a potenziare il complessivo appeal turistico di un territorio. Si può lavorare su più fronti e insieme. Dal basso. Diverse le domande ed i contributi dal pubblico, con le risposte dal parterre. Se per Dorina BIANCHI l’Italia dovrebbe seguire l’esempio degli altri paesi e considerare i rifiuti come una risorsa; per il Presidente GALLO lo shock subito per le oltre 38mila tonnellate di spazzatura sulle strade dovrebbe smuovere le coscienze e stimolare la differenziata. Per MONTESANTO, infine, sospendere la capacità attrattiva del territorio, per tutte queste criticità latenti e su cui le istituzioni devono impegnarsi, sarebbe comunque da perdenti. Perché l’economia – ha detto – può iniziare ad essere cambiata a tavola! Al dibattito erano presenti, tra gli altri, il vicesindaco di Cirò, Francesco PALETTA; gli assessori Rodolfo ALFIERI e Giuseppe LIBRANDI del Comune di Rossano, Marco ARCIERI, Responsabile Segreteria del Presidente della Regione Basilicata Vito DE FILIPPO, il sindaco di Cariati Filippo SERO, Giorgio ANSELMI già direttore della Scuola Estiva in Management dell’Identità di Otto Torri sullo Jonio, e Luigi MONACO, tesoriere SLOW FOOD Calabria. – (Fonte: Montesanto Sas – Comunicazione & Lobbying).

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