L’ARCIVESCOVO HA INCONTRATO I CATECUMENI DELLA SUA DIOCESI

L’esperienza del cammino neocatecumenale “valutata” dal suo pastore. Nella Cattedrale di Rossano, nei giorni scorsi, l’arcivescovo Santo Marcianò ha incontrato i “fratelli” delle Comunità di Rossano, Corigliano e Cariati che hanno preso parte alla messa da lui presieduta e celebrata insieme con i sacerdoti don Umberto Sapia, responsabile diocesano del Cammino, e don Mosè Cariati, parroco di Cristo Re; presente il diacono Alfredo Pennino. Prima della funzione, Tanino Longo, responsabile dei catechisti di Crotone che da anni portano avanti il Cammino nella diocesi di Rossano-Cariati, ha ringraziato Marcianò per la disponibilità verso quello che Giovanni Paolo II ha definito “un itinerario di formazione cristiana valido per i tempi moderni”, annunciando che, in ottobre, le tre convivenze regionali di inizio corso si terranno a Rossano. Longo ha chiesto poi al presule di ospitare per poche settimane, presso famiglie delle comunità rossanesi, alcuni seminaristi del “Redemptoris Mater” della Croazia. Subito dopo, don Umberto Sapia ha presentato le comunità, precisando come ogni persona sia da considerare “un miracolo di Dio”, nonostante i continui attacchi del demonio e i problemi legati alla vita frenetica che impediscono, spesso, di vivere a pieno una fede adulta. Don Umberto ha parlato delle missioni in piazza e delle tante iniziative di evangelizzazione svolte, constatando, suo malgrado, come il Cammino in diocesi non riesca a decollare come dovrebbe. “D’estate celebriamo all’aperto, ha aggiunto, per accogliere i turisti che ci fanno dono della loro presenza e delle loro bellissime testimonianze”. Il presule, dopo aver ascoltato con attenzione alcune esperienze, ha dialogato affettuosamente con i presenti, condividendo con loro una lettura personale della situazione diocesana. “In questa parte della Calabria, ha detto, c’è una realtà difficile da cui è emersa una mancanza di generosità anche da parte di chi si proclama cristiano, insieme ad una chiusura impressionante”. Persino nei gruppi ecclesiali, ha precisato ancora, c’è poca disponibilità alla carità e un evidente attaccamento ai beni. Secondo i dettami evangelici, ha poi ricordato l’arcivescovo, bisogna avere il coraggio di lasciare tutto e vivere come la prima comunità cristiana: “Dio è fedele con chi dà e se non ci convinciamo di questo non andremo da nessuna parte; è facile appartenere ad un gruppo, partecipare a tante celebrazioni, il difficile è, invece, donare e condividere le proprie cose con gli altri”. Mons. Marcianò, infine, ha congedato i catecumeni con parole incoraggianti: “Guardo a voi come una realtà evangelica importante della diocesi, andiamo avanti, ce la possiamo fare!”. Il cammino neocatecumenale, i cui Statuti sono stati approvati di recente dalla Santa Sede, è un itinerario alla scoperta del Battesimo e uno strumento nelle parrocchie per riportare alla fede tanta gente che l’ha abbandonata; nato negli anni sessanta in Spagna da Kiko Arguello, oggi è diffuso in più di 900 Diocesi di 105 Nazioni, con oltre 20 mila comunità in 6.000 parrocchie. Nel mondo sono circa 70 i seminari diocesani “Redemptoris Mater” che stanno formando più di mille seminaristi; intere famiglie sono in missione nelle zone più sperdute e scristianizzate della terra.

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