Konrad Krajewski: l’elemosiniere di Papa Francesco

Sono orgoglioso del Suo instancabile coraggio

Gentile Cardinale Konrad, Carissimo Don Corrado,

sono particolarmente affascinato dal Suo instancabile peregrinare per le strade di Roma, a tutte le ore del giorno. 

Neanche la crudele pandemia è riuscita a fermarla. Al contrario, le lunghe settimane di lockdown hanno esaltato, ancora di più, la Sua indefinita generosità. 

Rispettando le regole non ha mai smesso, in queste complicate giornate, di stare vicino a chi ne avesse bisogno.

La sua è sempre stata un’azione di prossimità. Diretta in modo personale verso chi manifesta le difficoltà del momento. 

Da quando Papa Francesco, una volta al vertice della Chiesa mondiale, ha deciso di ripristinare la figura dell’elemosiniere, nell’organigramma del Vaticano, Le confesso che non mi sono perso un suo intervento, a favore sempre dei più bisognosi.

Naturalmente mi riferisco a quanto sono riuscito a conoscere grazie a mass media, anche perché so benissimo che Lei non ama, aggiungo giustamente, nessuna forma di pubblicità. 

Quindi, sono piacevolmente a conoscenza della sua forte carica di altruismo, altresì rivolta rigorosamente nei confronti dei più deboli. 

Da parte Sua mai sua una parola di troppo, da vero braccio operativo della carità e misericordia del Santo Padre. 

La Sua immagine, che mi torna familiare, è alla guida del Suo furgone bianco, senza alcun elemento distintivo, in giro per le strade di Roma a consegnare viveri per i poveri, migranti, nullatenenti e nuovi indigenti, conseguenza della grave crisi sociale in atto. 

Sono restato meravigliato, ma nel contempo non ho potuto che gioire, quando ho appreso che Lei è intervenuto a favore di alcuni transessuali romani rimasti senza clienti e, quindi, senza introiti. 

Non ha badato a nessun preconcetto, ma ha risposto esclusivamente alla richiesta di cibo da parte di persone come tutte in serie difficoltà.

Sono orgoglioso del Suo instancabile coraggio, ma anche piacevolmente sorpreso dalla sua ampia veduta e dallo sconfinato orizzonte, pensando esclusivamente a chi soffre. 

In pieno, Lei risponde al sacro Vangelo: “se non ascoltiamo il grido degli ultimi, lo rendiamo solo una favola”. Ancora tante grazie per quanto fa il prossimo, a presto conoscerla

Nicola Campoli 

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