Io sto con Mimmo . . . Sindaco di Riace

Chi sblocca la vicenda e aiuta il Sindaco Lucano?

Sindaco di Riace

C’è un Sindaco, Domenico Lucano, che da tempo ha aperto alcune abitazioni abbandonate del suo Paese, Riace in provincia di Reggio Calabria, a migranti e rifugiati.

Un gesto che gli fa onore ed è lodevole per come i riacesi hanno saputo accogliere negli anni le persone in difficoltà, favorendo un’integrazione perfetta.

Tutto è iniziato nel lontano 1998, ben venti anni fa, con lo sbarco di duecentocinquanta profughi a Riace Marina.

Quella mattina Mimmo, assistente in un laboratorio chimico, andava sul posto di lavoro quando s’accorse che sulla spiaggia del paese erano appena sbarcati uomini, donne, bambini.

Decide di fermarsi e andare in aiuto ad essi. Non è ancora il Primo cittadino di Riace, ma sceglie di interessarsi al caso.

Da alcune settimane Domenico Lucano ha iniziato uno sciopero della fame. I motivi sono presto detti.

Non si comprende perché Riace è stata esclusa dal saldo luglio/dicembre 2017 e dalla rata del primo semestre del 2018 del finanziamento del Ministero dell’Interno, destinato ai Comuni che hanno in corso progetti di accoglienza.

Se non si riuscirà ad ottenere le risorse non solo finirà l’esperienza di Riace, ma saranno per strada tanti rifugiati.

La questione è, ahimè, comprensibile in un periodo in cui “l’accoglienza è il male e gli immigrati sono i responsabili”.

Riace, paese modello, e il progetto pilota rischiano ormai di saltare.

Chi sblocca la vicenda e aiuta il Sindaco Lucano?

Il Presidente della Repubblica potrebbe comprendere quali sono gli impedimenti al blocco del flusso di finanziamenti?

Il titolare del Viminale, Matteo Salvini, potrebbe essere meno menefreghista?

Nicola Campoli

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