Iniziare a costruire un nuovo percorso che sappia conquistare la fiducia dei cariatesi.

Cariati cade a pezzi e la maggioranza a Palazzo Venneri resta inamovibile, come se nulla fosse. Un “galleggiamento” che non si spiega e le cui finalità restano oscure. Eppure attraverso queste colonne abbiamo più volte stimolato la Giunta Sero, affinché desse un segnale di cambiamento. Abbiamo raccolto alcune critiche, ma lo spirito che animava la nostra sensibilizzazione era centrato sul sospingere una maggioranza che aveva tutte le possibilità e condizioni per realizzare azioni e progetti nell’interesse della comunità. Eravamo convinti che lo stesso impeto che Sindaco, Assessori e Consiglieri mettevano per difendere la permanenza al Palazzo di città, rispetto agli scontri con la minoranza, doveva riporsi nel lavorare per la collettività. I risultati sono stati pari a zero. Per due anni consecutivi abbiamo vissuto una stagione estiva povera e poco accogliente. Persistono, inoltre, storiche criticità come degrado urbano, precarietà delle strade, assenza di differenziata, finanze comunali allo stremo e tanto altro ancora. Tutto é molto grave. Da appassionati di Cariati, ma anche credo da parte di molti residenti, non convince l’immodificabilità di tali condizioni. Non vogliamo che si realizzi uno sfilaccimento più generale che pregiudichi il futuro prossimo del paese. Non convince la sensazione di vuoto che si é creato. Ciò mortifica l’orgoglio dei cariatesi e di tutti coloro che credono nel potenziale inesploso del territorio. Quanto meno si desiderano condizioni di qualità di vita diverse, da quelle percepite in questi anni. Le difficoltà economiche sono certo un fatto importante che incide sul tessuto sociale e sulla stessa amministrazione comunale. Ma non tutto si può attribuire a questa causa, di cui si parla tanto a livello locale e centrale. Oggi la “Cariati reale” sente forte una latitanza amministrativa, ma di più un’assenza di interlocuzione diretta con i vertici di Palazzo Venneri che dovrebbe rappresentare il punto di forza di un governo di una piccola realtà. E’ questo lo stato di cose di cui i cariatesi sono stanchi e annoiati. Serve, allora, ricostruire un senso di comunità che vada oltre l’oggi. Urge compiere gesti e dire parole che decidono del futuro di Cariati. I tempi stringono per costruire un nuovo percorso che sappia conquistare la fiducia dei cariatesi. Di chi la prima mossa? Nicola Campoli

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