INGHILTERRA, KANE SALVA TUTTI. PAZZO BELGIO USA POTENZA IN ROSSO

di Marco Toccafondi Barni


INGHILTERRA – R.D. CONGO 2 – 1 (Cipenga, Kane (2)

– A proposito, c’è Harry. Kane che nel secondo tempo prende per mano la sua nazionale e ribalta una partita complicatissima, messa male fin dai primi minuti. Al 7° un cross illuminante attraversa l’intera trequarti avversaria arrivando a Brian Cipengam, che prende palla e la controlla bene dentro l’area, poi calcia un destro potente sul primo palo e un Pickford imperfetto riesce sì a toccarla, ma non a pararla. Sicuramente a sorpresa c’è la  prima volta di un Congo avanti nel primo tempo.

Ed è un vantaggio che reggerà a lungo, perché la prima frazione, comunque ricca di emozioni e con buon ritmo, vede sì parecchie occasioni per la nazionale dei 3 leoni, ovviamente alla ricerca di un pari necessario, eppure è addirittura la Repubblica democratica a sfiorare il raddoppio con un palo. Allora si va al riposo con un risultato che ha dell’ incredibile: Inghilterra 0 – R.D. Congo 1. Quasi non ci si crede, ma è persino meritato.

Nella ripresa gli africani si difendono bene, non perdono la testa, mantenendo la gara bella e vivace, ma le stelle non stanno a guardare e allora ci pensa lui a risolvere tutti i problemi di Tuchel, dei suoi compagni e soprattutto dei sudditi della regina: a un quarto d’ora dal 90esimo, quando incredibilmente la nazionale che ha dato i natali al calcio era fuori ad opera di una nazionale decisamente meno quotata, il centravanti del Bayer raccoglie un cross di Anthony Gordon, stacco poderoso quanto furbo in avvitamento che l’ ottimo Mpasi stavolta puo’ solo toccare. Pareggio meritato.

L’ Inghilterra esce da un incubo e ora sa che puo’ portarla a casa. E infatti è ancora lui, la stella piu’ luminosa nel cielo Made in England, a risolvere una situazione veramente imbarazzante e pericolosa, 4 minuti ai 90 e fa un gol di grande prepotenza e forza fisica: Gordon la passa e l’attaccante inglese non ci pensa 2 volte, lasciando partire un gran destro che va sotto la traversa. Il Congo è stremato e non reagirà piu’, né in quei pochi minuti regolamentari né nei canonici 6 di recupero.

Kane ha salvato la regina, ma col Messico all’ Atzeca, un ritorno al passato che profuma di storia, leggenda e geopolitica per gli inglesi, non basterà solo Kane. E’ un obbligo per tutti cambiare passo, altrimenti il ritorno all’ ombra del Big Ben è soltanto rimandato.

BELGIO – SENEGAL 3-2 (dts) (Diarra, Sarr, Lukaku, Tielemans (2)

– I diavoli rossi riemergono dall’ inferno nel giro di 3 minuti. Gli inferi di una eliminazione vergognosa, dove sicuramente li aveva cacciati un ottimo Senegal, ma anche quello che fino al minuto 86 era stato il Belgio piu’ brutto di tutti i tempi.

Per 86 lunghissimi minuti, infatti, c’è un’ unica squadra in campo: il Senegal. Intendiamoci, non che facciano cose strabilianti, Mané non è piu’ lui e si vede che ormai vive il tramonto di una grande carriera, ma è il Belgio di Rudi Garcia a stupire in negativo. Molto, molto in negativo se è vero, come è vero, che la squadra guidata dall’ ex allenatore di Roma e Napoli è così lenta e prevedibile in tutto da non sembrare comunque una delle grandi d’ Europa e del mondo. Si dirà, è la  fine di ciclo, sì vabbé, però deve esistere la dignità, qui se ne vede poca: De Ketelaere è un fantasma e di fatto non c’è una squadra, bensì 11 persone che casualmene si muovo dentro un rettangolo verde. Il  Senegal invece riesce a colpire nei punti giusti gli avversari (soprattutto sulle fasce) e va a gran velocità sugli esterni, come da specialità di casa Africa, tiene il pallino. E così il primo tempo si chiude con un meritatissimo 1-0 per la Nazionale africana. Il vantaggio arriva grazie a un’ azione bella e corale orchestrata alla perfezione dai Leoni della Teranga: un non brillantissimo Mané crossa bene e lo sfortunato Sarr colpisce il palo, ma arriva in area di gran carriera Diarra che con un tap-in la butta dentro.

Inizia il secondo tempo e un po’ tutti a quel punto pensano che il Belgio non puo’ essere quello. Sì, va bene tutto, la fine del ciclo, i saluti della generazione d’oro col primo posto nel ranking mondiale monopolizzato per anni (piu’ o meno conta come il calcio d’agosto e le elezioni europee), Garcia che ha sbagliato la formazione, ma si salvino almeno le forme. E invece no, perché la ripresa si apre come si era chiuso il 1° tempo: un ottimo Senegal padrone del campo che fa letteralmente ciò che vuole e un Belgio alle corde, per usare un eufemismo gentile.

Arriva così il raddoppio con Ismaïla Sarr: il centravanti del Crystal Palace la stoppa di petto e col destro supera un incolpevole Courtois. E’ finita davvero.

No, perché sono i Mondiali e non finiscono mai, o quasi, siamo nel torneo piu’ bello del mondo solo per vincere la coppa piu’ ambita, fin da quando i ricordi di bambino si confondo tra la mamma e quella palla. In questa dimensione onirica spesso ciò che appare nero sarà bianco e ciò che sembra bianco sarà nero. E’ un gioco anche di specchi il Mondiale.

E allora capita che mancano solo 3 giri di orologio al 90esimo minuto, però Garcia, che i cambi li indovinava spesso anche alla Roma, nell’ intervallo abbia messo dentro Lukaku,uno che i gol li farà pure a 70 anni. L’ex Inter, Roma, Napoli e tante altre cose raccoglie una palla rasoterra di Meunier e Big Rom  in qualche modo riesce a superare Diaw. Accorciano i belgi, ma manca troppo poco pensano tutti. E invece no, non siamo in un torneo normale, non è neanche tutto sport né solo calcio, siamo in un’ altra cosa. Infatti passano circa 3 minuti e ha dell’ incredibile quello che succede al Seattle Stadium: un altro cross, stavolta di un nervosissimo Trossard, Diaw va a farfalle nel momento meno indicato e così Tielemans lo anticipa di testa. Un impensabile 2 a 2, tifosi belgi euforici quanto increduli, ora all’ inferno ci sono i senegalesi.

Ma non c’è davvero piu’ tempo, si va ai supplementari, nel primo piu’ Senegal, nel secondo praticamente non si gioca. Tuttavia, a pochi secondi dai rigori c’è un contrasto in area assai sospetto tra Camara e Tielemans. Dopo una lunga revisione VAR il mediocre arbitro Saíd Martínez indica il dischetto, sul pallone va Tielemans che spiazza Diaw col classico palla da una parte e portiere dall’altra. Si chiude un match incredibile a Seattle, uno show che solo i Mondiali possono offrire. W il calcio, sempre.

USA – BOSNIA HERZEGOVINA 2 – 0 (Balogun, Tillman)

– Gli Stati Uniti avvertono il mondo: vogliamo l’egemonia anche nel calcio. E lo fanno con una partita dominata fin dal principio, anche se per la verità il primo squillo è casualmente bosniaco, grazie a una giocata alla Antonio Conte (Napoli – City): rinvio lunghissimo di Vasilj che pesca Dzeko e l’ex Roma con abilità da gran campione trova un corner. Alla bandierina va il talentino cercato da mezza seria A, Alajbegovic, che con un angolo velenosissimo a rientrare per un soffio non trova un insperato vantaggio già al 10° minuto.

Ma la Bosnia finisce lì, perchè dopo è un dominio a stelle e strisce, dove capita di tutto: gol annullati, traverse, ma alla fine l’ottimo Balogun segna il meritato gol del vantaggio: pasticciano in area Radaric e Muharemovic, il pallone finisce dalle parti di Balogun che non si fa pregare e ne approfitta subito mettendola in mezzo alle gambe di Vasilj. L’ esultanza è da NBA.

Si va al riposo così e la ripresa mostra ancora una superiorità evidente dei velocissimi padroni di casa, impressionante la rapidità che Mauricio Pochettino ha dato a questa squadra.

Però succede qualcosa, siamo al 64° minuto, quindi è ancora presto visto che sì i “The Yanks” dominano, ma per sfortuna e altro vincono comunque di misura e di tempo ne manca parecchio al triplice fischio. E’ un fortuito e per nulla cattivo scontro di gioco tra il migliore in campo, Balogun, e Muharemovic. Il colpo è durissimo pur di gioco e quindi dopo l’on field review, vista la pericolosa torsione della caviglia del difensore bosniaco, esce un cartellino rosso.

Cambia tutto ? No, perché se per qualche minuto la Bosnia ci crede e riesce a rendersi pericolosa, gli Usa prima costruiscono un’ azione spettacolare finalizzata da Pulisic, ma al milanista l’ agognato 2 a 0 viene annullato per giusto fuorigioco, dopo ci pensa Malik Tillman con una gran punizione a scacciare qualsiasi paura. Vittoria  in 10 uomini per ben 35 minuti.

Una dimostrazione di potenza mista a bel gioco e ora il Belgio di Rudi Garcia, che se ripeterà quello visto contro il Senegal stavolta le valige per Bruxelles non le potrà disfare nessuno. Se invece gli Stati Uniti sono davvero questi, Francia esclusa, l’egemonia anche nel calcio potrebbe non essere piu’ solo un sogno nelle notti piu’ ardite di mezza estate.

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