INCIDENTE SUL PONTE: BLOCCATA LA SS 106 PER OLTRE DUE ORE

MIRTO CROSIA – Il ponte sul Trionto, all’estrema periferia nord di Mirto Crosia, croce e delizia, da oltre mezzo secolo, della viabilità della bistratta costa jonica cosentina, continua a creare problemi alla circolazione ed a causare incidenti che ieri mattina, per fortuna, si sono risolti con la “sola” chiusura la traffico della statale 106 per oltre due ore. Intorno alle 7,30 di ieri, per cause ancora in corso di accertamento, l’autoarticolato, che trasporta gommapiuma, condotto da M.T., 28 anni, di Matera, procede in direzione nord, verso Rossano. All’imbocco del maledetto ponte, un budello infernale per il quale i politici di turno spendono fiumi di parole ed, anzi, hanno assunto a simbolo del malaffare calabrese, il mezzo, secondo quanto abbiamo potuto apprendere, s’incastra letteralmente in un pilone dell’attraversamento, sbarrando, di fatto, la possibilità di circolazione da entrambe le direzioni. Per l’autista del veicolo, trasportato prontamente presso il pronto soccorso del “Giannattasio” di Rossano non c’è alcun problema: se la caverà nel giro di qualche giorno. Lo spettacolare incidente ripropone il problema, qualche volta dimenticato, di quella dannata strozzatura d’epoca fascista, quando il regime pensò di costruire sul Trionto un passaggio che per i tempi era avveniristico: una campata unica sospesa per pochi metri. Peccato che qualcuno sbagliò i calcoli e ridusse quella carreggiata, rispetto alla già mortificante 106, di un paio di metri. Il risultato è un accesso a senso unico alternato pericolosissimo e che continua ad esigere tributi di sangue. Del ponte sul Trionto, diventato emblema di una latitanza pubblica ed istituzionale senza confini, si sono interessati, a seconda delle convenienze elettorali, decine di “politici” che contano: solo promesse Sul ponte si esercitarono in sterili promesse anche i “pezzi da 90” della politica nazionale, da Rutelli a Di Pietro, e quelli della politica locale (il presidente della provincia di Cosenza, Oliverio) ed infine l’Anas, l’ente gestore della 106, la quale riconosce, siamo nell’autunno 2009, la pericolosità dell’attraversamento e rassicura il sindaco Gerardo Aiello: “Il raddoppio del ponte è necessario in quanto l’attuale struttura, di larghezza pari a 5 metri, non consente il transito contemporaneo di due mezzi pesanti. Il progetto del nuovo ponte – spiegano i dirigenti dell’Anas – per il quale sono stati stanziati due milioni di euro, prevede la realizzazione di una carreggiata stradale da 10,5 metri, sostenuta da tre arcate di lunghezza pari a 40 metri ciascuna, per un totale di 120 metri, e prevede inoltre la riconfigurazione della sede stradale per 300 metri a nord e a sud del ponte”. I lavori se li aggiudica l’Impresa Cisaf di Reggio Calabria, che rimanda l’inizio dell’opera perché, ricorda l’Anas al perplesso sindaco Aiello, “si è assistito ad un fenomeno meteorologico di carattere alluvionale, che ha causato la piena del fiume Trionto, allagando le pertinenze destinate all’occupazione del cantiere, e ritardando quindi l’inizio dei lavori. L’impresa esecutrice dovrà portare a termine i lavori entro 420 giorni per cui anche considerato il ritardo dovuto all’alluvione, essi saranno comunque conclusi entro la fine del prossimo anno 2010.” Dobbiamo crederci o iniziare l’ennesima conta dei morti?

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