IL CASO STRANO DEL DOTT. SILVIO E MR. BERLUSCONI

Non si sa più come chiamarlo, se non anteponendo un “ex” a qualunque appellativo: ex incensurato, ex senatore, ex premier, ex presidente del Consiglio, ex cavaliere, ex marito di Veronica Lario, ex amico di Matacena, di Fini, di Lupi, di Cicchitto, e soprattutto di un altro ex, il suo ex delfino Angelino Alfano.

Potremmo ormai chiamarlo, per brevità, Mr. Ex.

Silvio Berlusconi resta nominalmente leader di Forza Italia (ex Popolo delle Libertà), ma la sua leadership è minata dalla consapevolezza, che angoscia i sopravvissuti fra i suoi sodali, di seguire un capo dimezzato. A onta dell’’aggressività un tantino patetica di Renato Brunetta, tutti sanno infatti che oramai la sorte del loro amato Silvio declina su un’a inarrestabile e definitiva parabola discendente. Come fare per sopravvivere? A cosa appigliarsi?

Provvidenziali, almeno apparentemente, sono arrivate le rivelazioni di Timothy Geithner, per breve tempo ministro dell’Economia del primo governo di Barack Obama, che in un suo libro di avvelenate memorie (il suo incarico ebbe vita breve e infelice) informa di essere stato avvicinato, nel 2011, da funzionari della Comunità Europea che lo pregarono di intervenire presso il FMI per esercitare sul governo italiano delle pressioni, onde Silvio Berlusconi fosse estromesso dalla guida del Paese.

Una benedizione, per una campagna elettorale alla quale Mr. Ex non può partecipare come vorrebbe, limitato com’’è nei movimenti dalla condanna che ha subìto e dalla paura che una parola di troppo induca la magistratura a bloccarlo definitivamente; appannata, per di più, dalla fuga in Libano del suo amico Dell’’Utri, da un nuovo arresto di Scajola, un altro fedelissimo, e dall’’ennesimo scandalo di tangenti, quello dell’Expo, che fa fregare le mani a Beppe Grillo, fa correre ai ripari Matteo Renzi e danneggia più gravemente proprio l’’area di centro-destra.

Dunque, queste rivelazioni di Geithner sono arrivate come una benedizione del cielo. “Complotto!” ha gridato Renato Brunetta invocando una commissione d’’inchiesta parlamentare; “complotto!” ha fatto coro tutto lo stato maggiore di Forza Italia, gridando allo scandalo per la sovranità nazionale offesa dalle ingerenze dei barbari.

Solo che, lo dicevo prima, la parabola delle fortune politiche di Silvio Berlusconi è nella sua fase di declino. E le ondivaghe italiche folle, che prima credevano giulive ad ogni parola che usciva dagli oracoli di Arcore, oggi ascoltano altri àuguri: da una parte Renzi che promette benessere e felicità di qui a poco, cominciando con i famosi 80 euro di rimborsi fiscali, dall’’altra Grillo che, novello Savonarola, scrive sulla lavagna i nomi dei cattivi e pronostica all’’Italia cupi orizzonti e peggiori destini.

Così quelle italiche folle, di solito molto smemorate, ora ricordano alcuni particolari della storia recente che in quel di via dell’Umiltà piacerebbe fossero invece dimenticati. Per esempio, ricordano che Angela Merkel e Silvio Berlusconi, in ambito europeo, militano nello stesso partito. E che lo stesso Silvio Berlusconi ha vantato per anni una granitica amicizia personale con tutti i leader, europei e non solo. Amici ahilui ingrati: solo Vladimir Putin, fra i tanti, ha confermato il sodalizio.

Delle due, dunque, l’’una: o tutti questi amici erano in realtà serpi in seno, o forse il povero Mr. Ex millantava amicizie che in realtà non esistevano affatto. Addirittura, anzi, i presunti amici non solo non gli volevano bene, ma non vedevano l’’ora di toglierselo dai piedi. E torna alla memoria la scena triste e avvilente dello sguardo complice e della risatina fra Merkel e Sarkozy come unica risposta a una domanda sulla sua credibilità.

C’’è poi una riflessione che non può non nascere nella mente delle pur distratte italiche folle, e si può condensare nell’’antico adagio “chi la fa l’’aspetti”. C’’è un reo confesso: un altro ex senatore, Sergio De Gregorio, ammette di aver ricevuto fior di milioni da Berlusconi per voltare casacca, all’’epoca del secondo governo Prodi, e provocare così la crisi politica, nuove elezioni e il ritorno a palazzo Chigi di Mr. Ex. Così, mentre il dott. Silvio chiede vendetta per il presunto complotto del quale si dichiara vittima, Mr. Berlusconi è sotto processo per il complotto che ha effettivamente ordito.

Ma non chiedete conto a Renato Brunetta di questa evidente schizofrenia. A differenza delle folle italiche che, in attesa di buttar giù anche loro, per il momento si prostrano ai piedi di Grillo, da una parte, o danno pacche sulle spalle di Renzi, dall’’altra, la sua memoria – e quella di tutti i restanti fedelissimi di Berlusconi – viaggia a senso unico.

Giuseppe Riccardo Festa

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