I sindacati curino gli interessi di tutti. L’unico pregiudizio è di Enel.

Non capiamo di quali pregiudizi e barriere illogiche parlino i rappresentanti sindacali del territorio riguardo alla centrale di Sant’Irene, se non quelli della Società Enel, che a fronte di uno smantellamento delle centrali a carbone in tutto il mondo, ha proposto arrogantemente ad un territorio a vocazione turistica ed agricola una centrale a carbone. Ma non solo: il progetto di Enel, è bene ricordarlo, prevede navi carboniere da centomila tonnellate attraccate di fronte alla centrale; piattaforme galleggianti colme di carbone che fanno la spola; diciassettemila tir carichi di biomasse, ceneri, fanghi, residui della combustione sulla SS 106 (un tir ogni 29 minuti circa); tutto questo per non ottenere un posto di lavoro in più rispetto a quelli attuali, così come recitato dallo stesso progetto enel (sintesi non tecnica, pag. 22). Denunciare tutto questo, oppure denunciare le tonnellate di emissioni tossiche in aria ed acqua prodotte da una centrale a carbone ed omesse sistematicamente dai fiancheggiatori di Enel, non significa avere dei pregiudizi, ma il contrario: significa essere realisti e non farsi offuscare dai ricatti che sistematicamente speculatori miliardari propongono al nostro territorio. Noi riteniamo, senza timore di essere smentiti, che le risorse della sibaritide non siano le due torri d’amianto che Enel ha piazzato spaccando le nostre spiagge, né un cementificio ai piedi del Pollino. Le nostre risorse sono decine di chilometri di spiagge splendide e variegate, decine di centri storici colmi di tradizione ed arte e paesaggi montani incantevoli, ed è la valorizzazione di queste risorse l’unico dovere della classe dirigente: un dovere che non assolve da un secolo, anche grazie all’azione distorta di alcuni sindacati che, piuttosto di difendere gli interessi collettivi e dei lavoratori, difendono gli industriali. Del resto, se la centrale ed il cementificio garantiscono così tanta ricchezza, perché tutti i giovani della sibaritide sono costretti ad emigrare, come i loro nonni e bis-nonni, per trovare lavoro? Forti di questi argomenti, contando anche su quanto scritto nel programma elettorale del Sindaco di Rossano che riportava, senza ambiguità, la contrarietà al carbone, chiederemo nei prossimi giorni un incontro alle istituzioni competenti per discutere di un piano di sviluppo reale per il nostro territorio, che produca occupazione e benessere, insieme a tutte le associazioni ed i comitati territoriali interessati al problema. Flavio Stasi per Rete per la Difesa del Territorio “Franco Nisticò” Coordinamento Nazionale No Carbone

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