i consiglieri comunali di opposizione terranno un comizio, per informare i cittadini sullo stato di salute delle casse pubbliche.

Domani sera, alle 19, in via Bari, i consiglieri comunali di opposizione (Filomena Greco, Francesco Cosentino, Tommaso Critelli e Mario Sero) terranno un comizio per informare i cittadini circa il “disastroso” stato di salute delle casse pubbliche nelle quali non ci sarebbe più il becco di un quattrino. Dalla disperata condizione delle finanze a quella, altrettanto miseranda, della generale azione amministrativa, il passo è breve. Così, sostengono le minoranze, ne discende una situazione comatosa che non più vie d’uscita se non l’eutanasia. D’altronde, il suggerimento alla maggioranza di “staccare la spina” (peraltro mai ascoltato) è un ritornello che i quattro consiglieri ripetono da tempo e che deriverebbe da una serie di “scellerate scelte” politiche dettate “da misteriosi fluidi” i quali avrebbero “ammorbato” definitivamente le logiche “di una gestione sana ed oculata, volta solo al benessere collettivo e non al mero tornaconto personale”. Le opposizioni hanno ampiamente anticipato i temi che stasera svolgeranno coi cittadini, fra cui la questione Sogefil (l’ex gestore della riscossione dei tributi che sarebbe “sparito” con una cospicua cassa); il caso dei lavori di ripristino di Palazzo Chiriaci, sequestrato dalla magistratura perché ci sarebbero delle pratiche poco chiare ed, infine, l’ignavia istituzione che sovrintende al decoro urbano. E qui la questione, in vista della stagione turistica, è sul punto di deflagrare. I numerosi spazi verdi, privi di manutenzione, sono diventati una giungla; dappertutto regna, incontrastata, una rigogliosa sterpaglia a cui fanno il paio tonnellate e tonnellate di spazzatura non raccolta, senza contare il disastro della viabilità interna: è pericoloso circolare, finanche a piedi o in bicicletta, a causa di veri e propri crateri che sconquassano l’asfalto di tutta la rete stradale cittadina. L’apatia delle istituzioni è tale che finanche la storica festa di San Cataldo (10 maggio), dopo cinque secoli, rischiava di scomparire se non fosse stato per l’impegno di alcuni devoti i quali si sono accollati l’intera organizzazione. Insomma, la carne al fuoco è tanta: stiamo a vedere come sarà cotta e che sapore avrà.

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