FERMARE IL WEB 2.0 È CONTROPRODUCENTE

FERMARE IL WEB 2.0 È CONTROPRODUCENTE MANAGER ITALIANI CHIUSI AL NUOVO MA LE NUOVE TECNOLOGIE SERVONO ALLE PMI ROSSANO (CS), Martedì 7 Dicembre 2010 – Il manager 2.0 non rinuncia alle riunioni “old style”. Il rapporto tra il web 2.0 e la classe dirigente italiana naviga in cattive acque. Nella fase del progresso, e quindi del terzo millennio, i manager sembrano adottare un atteggiamento di chiusura verso la rivoluzione digitale che ormai riguarda tutto il mondo, specialmente quello delle imprese. Cercare di fermare il web 2.0 non è solo fuori tempo, ma è anche e soprattutto controproducente. A spiegarlo è Andrea CURIAT giornalista del Sole 24 Ore in un articolo del 6 Dicembre. È un errore che purtroppo è più comune di quanto si pensi. In Italia ne abbiamo avuto la conferma tangibile quando con la prima reazione dinanzi al boom di Twitter e Facebook hanno bloccato tutto. Si soffre ancora di una mentalità troppo arretrata, dovuta anche a un livello di conoscenza e diffusione delle tecnologie informatiche non all’altezza di altri paesi del mondo. Questo è evidente ancor più nelle Pmi e nelle aziende a conduzione famigliare che non alle grandi imprese internazionali, dove il management è più aperto alle nuove tecnologie. A lungo andare è un fattore che potrebbe tradursi in uno svantaggio competitivo per il nostro Paese. Eppure il web 2.0 con i suoi social network, il feedback degli utenti, la commistione tra contatti pubblici e interessi privati può rappresentare per le aziende e i dirigenti nostrani non soltanto una sfida ma anche un’opportunità di crescita. I giovani che entrano nelle aziende a copertura del turnover hanno già un’ottima familiarità con questi tipi di strumenti. Il giusto atteggiamento di apertura da parte dei dirigenti può far si che i social network e affini divengano dei mezzi per facilitare la creazione a la circolazione di nuove idee. Ma, non basta solo usare nuove tecnologie, occorre anche il giusto grado di dedizione ed impegno. Il rischio è che vengano applicate solo perché va fatto o perché lo fanno i competitor. Inutile lanciare una pagina Facebook aziendale o un forum sui propri prodotti se poi non si è pronti a dedicarvi tempo e risorse. Un sito web è indispensabile per qualsiasi impresa quindi non va mai lasciato a se stesso. C’è anche il rischio opposto e cioè che le nuove tecnologie suscitino facili entusiasmi tanto da portarne all’abuso.

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