FAMIGLIE DI SCALA COELI ALLE PRESE CON BOLLETTE MAI CONSEGNATE

Solleciti di pagamento e minacce di distacco per morosità che non risultano reali

Antonio Loiacono

A Scala Coeli le lettere non arrivano sempre! A volte passano, sfiorano le case, poi spariscono. Altre volte compaiono dove non dovrebbero: infilate in cassette altrui, appoggiate su un muretto, dimenticate su una panchina come un oggetto senza importanza. È da lì che comincia tutto. Non dal gas, non dalle bollette. Dalla carta che non trova la sua strada.

Negli ultimi giorni il paese si è svegliato con una sorpresa poco gradita: solleciti di pagamento per presunte bollette del gas mai saldate. Importi che crescono, scadenze già superate, toni che si fanno minacciosi. In alcuni casi, l’ultima lettera parla chiaro: distacco imminente della fornitura. Un linguaggio amministrativo, freddo, che però entra nelle cucine e nei salotti con un peso concreto. Perché lì dentro non c’è solo un numero. C’è l’idea di un errore che diventa colpa.

Eppure, scavando appena sotto la superficie, la storia si incrina. Le famiglie coinvolte raccontano tutte la stessa cosa, con sfumature diverse ma una sostanza identica: nessun avviso precedente, nessuna bolletta, nessun richiamo. Solo l’atto finale. Per gli uffici risultano morosi. Nei fatti, non lo sono mai stati.

Il nodo sta tutto in un servizio postale che da tempo, troppo tempo, funziona a intermittenza. O forse non funziona affatto. La corrispondenza non segue i canoni minimi di affidabilità: non arriva, arriva in ritardo, arriva a chi non dovrebbe. Qualcuno racconta di aver recuperato una lettera dal selciato, piegata dal vento. Un dettaglio minore, apparentemente. Ma è lì che si misura la distanza tra un sistema che presume e una comunità che subisce.

Non è una novità. Il disservizio è stato segnalato più volte. Con pazienza, con rabbia, talvolta con rassegnazione. Nulla sembra essere cambiato. Le segnalazioni si sono accumulate come carte in un cassetto, mentre le conseguenze economiche continuano a scaricarsi sempre sugli stessi: i cittadini. Aggravi, interessi, tempo perso a dimostrare di non essere inadempienti. Un paradosso che sa di anacronismo, in un’epoca che promette tracciabilità e precisione.

C’è anche un aspetto più sottile, che non compare nei solleciti: l’erosione della fiducia. Perché quando una lettera può decidere se resti o meno senza gas, e quella lettera non arriva, il problema smette di essere tecnico. Diventa civile. E nessuno, almeno finora, sembra volerlo affrontare davvero.

Forse la questione non si chiuderà con l’ennesima segnalazione. Forse servirà altro. Nel frattempo, a Scala Coeli, si continua a controllare la cassetta della posta con un’attenzione nuova, quasi diffidente. In attesa di capire se il prossimo foglio di carta racconterà la verità. O un altro errore.

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