E “SINISTRA ITALIANA” FECE HARAKIRI

Se vi andasse di leggere – o rileggere – il mio articolo precedente, potreste pensare che sono stato profetico, là dove ho previsto una vita breve per “Sinistra Italiana”, la neonata formazione politica nella quale sono confluiti SEL e i transfughi della sinistra PD.

Quando ho sentito annunciare dai telegiornali che Stefano Fassina si è detto pronto ad appoggiare i candidati grillini alle comunali, lì per lì ho pensato di aver capito male. Ma poi l’’ho letto anche sui giornali; e come se non bastasse anche Cento, il segretario di SEL a Roma, ha confermato, sia pure con molti distinguo, la posizione di Fassina.E allora mi sono detto che sì, effettivamente ero stato profetico; solo che, in tutta sincerità, non immaginavo nemmeno io di esserlo stato così tanto.

Le dichiarazioni di Fassina sono frutto evidente, più che di un disegno politico, di un antirenzismo magari giustificato ma che a questo punto si rivela rancoroso e vendicativo oltre che cieco e irrazionale: una cosa tipo “i nemici dei miei nemici sono i miei amici”. E nessuno è più rancoroso di un amante deluso, come appunto Fassina, che però ha sbagliato i suoi conti: era infatti evidente per tutti, esclusi lui e Cento, che dopo quelle dichiarazioni l’’unica possibile risposta dei grillini sarebbe stata un coro di pernacchie.

Altrettanto evidente è che memori delle affermazioni di Grillo a proposito della sinistra italiana, che l’ex comico ha definito “peste rossa”, e della sua alleanza con Farage in Europa, i simpatizzanti di sinistra, inorriditi, fuggiranno in massa da Sinistra Italiana.

La conseguenza sarà che o non andranno a votare o si tureranno il naso e voteranno (di nuovo) PD, sperando di arginare l’’onda montante del grillismo.

Di sicuro, comunque, Fassina ha dimostrato per l’’ennesima volta quanto i partiti italiani di sinistra abbiano orrore per l’’ipotesi, sia pure remota, di vincere qualcosa.

Stefano Fassina, che con quella sua aria fra il dolente, l’’imbronciato e lo sfigato rappresenta bene questa sindrome, è il perfetto uomo immagine di quella sinistra ed è il più sicuro candidato alla segreteria del partito: un partito che, per paura dell’’irrilevanza, ha deciso di sprofondare nell’’inconsistenza.

Giuseppe Riccardo Festa

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