È SCRITTO NEL DEF: LA STATALE 106 RESTERÀ ANCORA COM’È OGGI PER ALMENO 20 ANNI

NEL DEF I FATTI CONFERMANO CHE LA STATALE 106 NON È UNA PRIORITÀ

L’Allegato Infrastrutture al DEF (Documento di Economia e Finanza), del 2022 è un documento di 240 pagine che, esattamente da pagina 141 fino a pagina 151 si occupa di strade e autostrade italiane. È un documento molto importante, perché è il documento strategico attraverso cui l’attuale Governo “dei migliori” definisce le proprie scelte in materia di infrastrutture stradali. Qui, però, bisogna chiarire un aspetto molto, molto importante. Per la politica è “strategica” ogni opera inserita nel DEF mentre nella realtà del nostro Stato la storia dimostra (sfido chiunque a dimostrare il contrario), che è realmente strategica ogni opera inserita nel DEF e totalmente finanziata con una Delibera del Consiglio dei Ministri (CIPESS). Aggiungo di più: la storia dimostra che ogni opera inserita ma non finanziata o parzialmente finanziata nel DEF l’anno prima delle elezioni Governative viene poi puntualmente rimossa dal successivo Governo eletto soprattutto se questa non è stata avviata…

I NUMERI, QUINDI I FATTI, CONTENUTI NEL DEF

Il DEF 2022 conferma che sul Megalotto 3 (la nuova Statale 106 oggi in costruzione tra Sibari e Roseto Capo Spulico in provincia di Cosenza), sono disponibili 1.335 milioni di euro e per completare l’opera, ad oggi, non vi è alcun fabbisogno economico (merito dei Governi Renzi-Gentiloni). Sulla Catanzaro-Crotone sono disponibili 220 milioni di euro (ma questo sarà molto presto verificato), per realizzare il tratto Crotone-Cutro mentre per realizzare il tratto Cutro-Catanzaro vi è la necessità di un investimento di 1.280 milioni di euro che – è scritto nel DEF – non ci sono. Mentre nel tratto da Sibari fino a Crotone e poi da Catanzaro fino a Reggio Calabria non c’è nemmeno un centesimo di euro ma, come se non bastasse, ad oggi non c’è neanche una idea di quale potrebbe essere la spesa necessaria all’ammodernamento di queste tratte.

INVESTIMENTI E SCELTE POLITICHE PRECISE

Su 73 miliardi di nuovi investimenti su strade e autostrade in Italia alla Calabria arrivano circa 500 milioni di euro e di questi 220 alla Statale 106 mentre i restanti all’A2 (Autostrade del Mediterraneo). Inoltre, mentre i 220 milioni destinati alla Statale 106 saranno necessari per realizzare (forse), la Crotone-Cutro lasciando di fatto incompleta la tratta Cutro-Catanzaro basta dare una rapida occhiata per verificare che tutte le altre strade del Sud (Campane, Pugliesi e Siciliane ecc.), sono invece state tutte completate da un finanziamento (Ragusa – Catania, Siracusa – Gela, Melfi – Potenza, Matera – Bari, ecc.). In pratica il DEF 2022 nell’allegato infrastrutture certifica quanto ormai affermo da mesi: sulla Statale 106 non avremo investimenti di un certo peso per almeno i prossimi 20 anni.

LA QUESTIONE LEGATA ALLA CROTONE-CUTRO

Anche sui 220 milioni di euro già stanziati dalla Delibera CIPESS n. 1 del 14 febbraio 2022 (oggi al vaglio del Controllo di legittimità presso la Corte dei Conti), sarà necessario aspettare la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale prima di cantar vittoria. Perché se non vi sono vincoli a garanzia della destinazione del finanziamento erogato e, soprattutto, se non vi sono vincoli imposti ai futuri Governi sul completamento del finanziamento dell’Opera c’è poco da “festeggiare”. Nel primo caso il prossimo Governo potrà spostare questo finanziamento verso altre destinazioni. Nel secondo a Crotone, dopo i 5 chilometri di ammodernamento già realizzati da decenni a nord, ne avremo altri 10 a sud…

LA SIBARI – COSERIE E L’ETERNA DIMENTICA: LA CATANZARO – REGGIO CALABRIA

Il DEF chiarisce, infine, oltre ogni ragionevole dubbio, che sulla Statale 106 tra Sibari e Coserie non vi è (e, purtroppo non ci sarà), proprio un bel nulla oltre i fiumi di parole degli ultimi mesi. Così come non vi è (è purtroppo non ci sarà), proprio un bel nulla da Catanzaro a Reggio Calabria. Per quest’ultima siamo, infatti, solo “all’avvio di una progettazione in grado di ricomporre funzionalmente le tratte prioritarie” che verrà – si dice – completata entro l’anno in corso. Poi dopo bisognerà finanziare un progetto preliminare da finanziare… Mentre per la Sibari – Crotone siamo al Progetto di Fattibilità Tecnico Economica “di prima fase” (verrà completato entro l’anno in corso), che dovrà essere sottoposto “all’attenzione dei territori ai fini della quantificazione del necessario finanziamento” che ad oggi non è noto….

L’UNICA BUONA NOTIZIA

Poiché il DEF certifica che sulla Statale 106 per i prossimi 20 anni (almeno), tutto resterà com’è oggi, l’unica notizia positiva contenuto nel DEF riguarda la scelta del Governo di “predisporre un piano generale di adeguamento e messa in sicurezza dell’arteria che prevede, oltre ai già contrattualizzati interventi di messa in sicurezza, rettifiche locali di tracciato o sistemazione di incroci a raso, manutenzione programmata delle barriere di sicurezza e delle pavimentazioni”.

CONCLUSIONI

Anche il DEF chiarisce che il PNRR ed il Fondo di Sviluppo e Coesione (le più grandi occasioni di finanziamento per le infrastrutture mai capitate in Italia negli ultimi 50 anni), non destinano nulla alla Statale 106 fatta eccezione (forse), per i 220 milioni della Crotone-Cutro. Così come viene chiarito che anche dai fondi ordinari dello Stato non arrivano risorse. Questa precisa scelta politica è sulla carta e, purtroppo, anche nei numeri. Gli annunci degli ultimi mesi oltre a quelli che da oggi ascolteremo fino alla fine dell’anno in corso nascono dall’esigenza della politica – in evidente difficoltà – di nascondere, dietro grandi promesse, la dura e mai tanto triste realtà dei fatti, oggi peraltro certificata dal DEF. Questa è una sconfitta per tutti in un anno, il 2022, che dal primo di gennaio fino ad oggi ha visto morire sulla Statale 106 ben 10 persone, una ogni 14 giorni. È una sconfitta per il Sindacato che, in questa fase storica molto importante, avrebbe dovuto incalzare la politica invece di prestarle soccorso. È anche una sconfitta per l’informazione che diffondendo le veline della politica ha di fatto concorso a creare una opinione nella popolazione basandosi su fatti che oggi possiamo semplicemente definire evidentemente errati. L’elemento più sconfortante è tutto qui: una regione che non vedrà cambiamenti sulla Statale 106; una regione che tra un decennio si ritroverà con una Statale 106 molto più pericolosa di quella di oggi; una regione che non ha avuto neanche la possibilità di capire cosa è accaduto veramente quanto poteva provare a cambiare qualcosa. Ormai è tardi. Quello che ci aspetta? Ancora tragedie stradali che continueranno e, anzi, purtroppo saranno destinate ad aumentare: ma parliamoci francamente, di chi sono le responsabilità morali…?

Ing. Fabio Pugliese

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